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Nuove epurazioni in Turchia, arrestato generale della base Usa

Istanbul – Migliaia di militari e magistrati arrestati e accusati di tradimento; purghe in atto in ogni settore della società: dopo il fallito golpe in Turchia che ha causato quasi 300 morti e 1400 feriti. Finora sono stati arrestati 3.000 militari, fra cui almeno 34 generali, e nelle prime ore di domenica un alto generale della base aerea di Incirlik è stato arrestato insieme con altri ufficiali. La base aerea, le cui operazioni sono state sospese ieri, è utilizzata dalla coalizione araba a guida americana per colpire in Siria le postazioni dell’Isis. Il generale Bekir Ercan Van è stato interrogato dalla polizia, riferisce il quotidiano Hurriyet. Il governo sospetta, ha riferito una fonte anonima, che la base sia stata utilizzata per rifornire un caccia ‘”dirottato” dai golpisti la notte di venerdì. In manette dopo il fallito golpe 41 ufficiali di polizia, 47 civili e 104 persone descritte come complottisti. Il massimo organismo turco di controllo dei magistrati e procuratori ha sollevato dall’incarico 2.745 giudici in tutto il Paese.

Il premier turco Binali Yildirum ha ricordato che nella Costituzione del Paese non è prevista la pena di morte, ma ha avvertito che il governo considererà modifiche dell’ordinamento per garantire che simili tentativi di colpo di stato non si ripetano mai più.

Il presidente Recep Tayyp Erdogan è determinato a vendicarsi di chi ha tentato di metterlo alla porta, ma su tutti vuole la testa dell’arcinemico Fethullah Gulen, in esilio negli Stati Uniti. E ha chiesto a Washington di estradarlo “perche’ implicato nel tentativo di golpe”. Parlando a migliaia di sostenitori radunatisi in piazza, Erdogan si è rivlto direttamente agli Stati Uniti: “dovete estradare questa persona”, ha affermato. “Sto chiedendo all’America e al presidente (Obama) di estradare o consegnarci questa persona che vive su 400 acri di terreno in Pennsylvania”, ha detto Erdogan senza ma citare il nome di Guelen, aggiungendo: “Vi ho detto che e’ coinvolto nell’organizzazione di colpi di Stato, ma non sono stato ascoltato. Ora ancora oggi dopo il golpe vi chiedo ancora di darci questo uomo”.

Dipartimento di Stato Usa sconsiglia viaggi in Turchia

Il segretario di Stato americano John Kerry ha confermato che gli Usa assisteranno la Turchia nell’inchiesta sul fallito golpe ma ha chiesto ad Ankara di fornire le prove contro Gulen.

 

 

 

Un tempo sodale di Erdogan e ora suo nemico numero uno, parlando al britannico Guardian ha sostenuto che il golpe di ieri “potrebbe essere stato orchestrato” dal presidente turco “per lanciare nuove accuse (contro i suoi fedelissimi, ndr”, ha dichiarato da Saylosburg in Pennsylvania il religioso. Gulen, che non rilasciava dichiarazioni alla stampa dal 2014, ha smentito l’accusa lanciata da Erdogan e ha sostenuto di aver sofferto personalmente ogni volta che la Turchia ha subito un golpe (1960, 1971 e 1980) e di essere convinto che “ormai il Paese ha imboccato la strada della democrazia e non potra’ tornare indietro”.

Forze Usa in Turchia in stato di massima allerta

A Istanbul migliaia di sostenitori Recep Tayyip Erdogan sono scesi in piazza, bandiere turche in mano, nel distretto di Kisikli, nel lato asiatico della metropoli, per manifestare appoggio al presidente che abita proprio in quel distretto. Gia’ oggi e’ tornata a riunirsi la Grande Assemblea Nazionale, il Parlamento monocamerale turco, che ha celebrato la seduta nella propria sede tradizionale, malgrado durante la breve rivolta militare il complesso fosse stato bombardato da aerei ed elicotteri, rimanendo danneggiato in piu’ parti. Presenti i deputati di tutti e quattro i partiti rappresentati: i conservatori filo-islamici dell’Akp di Erdogan, i socialdemocratici del Chp, i nazionalisti dell’Mhp e i pro-curdi dell’Hdp. I lavori sono stati preceduti da un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli scontri. Il premier Binali Yilidirim si e’ quindi congratulato con i parlamentari che, nonostante il pericolo, nelle ore dell’insurrezione erano rimasti a presidiare l’aula. Tra le personalità di spicco arrestate perchè sospettate di esesre coinvolte nel golpe ci sono Alparslan Altan, uno dei 17 giudici della Corte costituzionale, e il generale Erdal Ozturk, comandante della III Armata dell’esercito. (AGI)

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