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Nuove minacce a Nizza, l'autore sarebbe già noto alla polizia

Nizza – Nuove minacce di morte e distruzione sono state rivolte in giornata contro Nizza, il suo Municipio e, in particolare, contro il vice sindaco vicario Christian Estrosi, già primo cittadino: lo ha riferito l’edizione on-line del quotidiano ‘Nice-Matin’, secondo cui la telefonata minatoria è pervenuta al servizio comunale ‘Allo Mairie’, un numero gratuito molto diffuso in Francia, che funge tanto per le emergenze quanto per le comuni pratiche amministrative. La chiamata, che è stata registrata, è arrivata alle 12,30, poco dopo la fine della cerimonia pubblica sulla Promenade des Anglais in memoria delle vittime della strage del 14 luglio: vi si avvertiva che la città sarà colpita di nuovo dal lutto e da non meglio precisati “gravi atti”.

L’autore del messaggio sarebbe già noto agli inquirenti. Preso di mira in prima persona Estrosi, esponente del partito conservatore dei Repubblicani fondato dall’ex presidente Nicolas Sarkozy: già alla guida del Comune fino al dicembre scorso, quando divenne presidente della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, cedette l’incarico all’allora suo vice e compagno di militanza Philippe Pradal, divenendone a propria volta il supplente.

Durissima contestazione a Manuel Valls sulla Promenade des Anglais, gremita di persone, dove pure è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage di giovedi’ sera a Nizza: prima e dopo l’omaggio, pero’, il primo ministro francese è stato sonoramente fischiato, fatto oggetto di grida e insulti. “Dimettiti, Valls!”, gli ha urlato per esempio una donna, subito imitata da numerosi altri contestatori, mentre il premier si stava allontanando dal lungomare nizzardo a conclusione della cerimonia. Applausi e acclamazioni sono stati invece tributati ai vigili del fuoco e al personale dei servizi di soccorso. Tutti hanno poi intonato in coro la ‘Marsigliese’, l’inno nazionale. Tributi analoghi si sono tenuti presso il ministero dell’Interno e l’Assemblea Nazionale a Parigi, a Strasburgo, a Bordeaux e a Rennes. Il presidente François Hollande, che dopo aver visitato la città in Costa Azzurra all’indomani della carneficina ha scelto di mantenere un basso profilo, è rimasto nella capitale dove ha partecipato alla celebrazione nella sede ministeriale.

A quattro giorni dalla strage la Francia è tornata a bombardare lo Stato islamico in Siria e in Iraq. Lo ha detto il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, che ha sottolineato come l’obiettivo sia annullare la presenza dell’Isis in quei paesi. “Le nostre forze – ha aggiunto – continuano a colpire. Lo hanno fatto prima di ieri e questa notte per contribuire, nell’ambito della coalizione, a sradicare questo cancro”.

L’Italia è già molto impegnata nell’ambito della coalizione contro il sedicente Stato islamico, “e sta moltiplicando il suo impegno”: lo ha ricordato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, a Bruxelles per il Consiglio Ue. In particolare, ha sottolineato, “nelle prossime settimane aumenterà ancora in modo rilevante la nostra presenza in Iraq, perchè invieremo ulteriori contingenti di protezione dei lavori che stiamo facendo a Mosul”. Rispondendo all’appello del governo francese dopo l’attentato di Nizza, il ministro ha pero’ aggiunto che “parleremo con i nostri amici francesi di eventuali altre esigenze”. “Ci troviamo di fronte a una minaccia globale – ha proseguito – che ha colpito in modo orribile la Francia e che purtroppo colpisce un insieme di Paesi, dal Bangladesh alla stessa Turchia, che quindi deve vederci sempre piu’ uniti”. Della lotta contro il terrorismo dell’Isis, ha ricordato, “parleremo mercoledi’ e giovedi’ a Washington nella riunione della coalizione internazionale antiterrorismo e anche quella sara’ un’occasione per discuterne con i nostri amici francesi”. (AGI) 

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