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Nuovo attacco in Baviera. Morto attentatore, 12 feriti

Berlino – Settimana da incubo in Germania. Dopo la strage di Monaco e l’attacco a colpi di macete su un treno a Reutlingen, ieri sera intorno alle 22 un rifugiato siriano, al quale un anno fa era stato negato il diritto di asilo, ha fatto esplodere una bomba in un bar nel centro di Ansbach, in Baviera, a circa quaranta chilometri da Norimberga.

L’attentatore, un 27enne, ha perso la vita nell’esplosione mentre 12 persone sono rimaste ferite, di cui tre in modo grave. Il vero obiettivo dell’attacco era un festival musicale, secondo quanto reso noto dal ministro degli Interni bavarese, Joachim Herrmann, durante una conferenza stampa. Oltre 2.500 persone sono state evacuate. Il kamikaze ha cercato di introdursi all’interno della zona dove si teneva il concerto ma è stato bloccato poiche’ privo del biglietto.

L’attentatore, noto alle forze dell’ordine, aveva tentato il suicidio due volte ed era stato ricoverato in un ospedale psichiatrico.  “Purtroppo si tratta di un nuovo attentato”, ha confermato Hermann. Arrivato sul luogo dell’esplosione, il ministro ha dichiarato che le autorita’ stanno verificando eventuali contatti islamisti dell’attentore: “Non si puo’ escludere che sia questo”. Per la Baviera si tratta del terzo attentato in una settimana.

Non era stato deportato per la difficile situazione in Siria. Il movente terroristico non e’ dunque escluso, secondo quanto dichiarato da Herrmann che ha annunciato misure per scongiurare abusi da parte di chi chiede il diritto di asilo. “E’ terribile che qualcuno abbia abusato dell’opportunita’ di aver trovato rifugio qui – ha affermato il ministro – dobbiamo fare il possibile affinche’ una simile violenza nel nostro Paese, perpetrata da chi chiede asilo politico, non si diffonda ulteriormente”.

Il vice commissario di polizia di Ansbach, Roman Fertinger, ha riferito che ci sono “indizi” secondo cui all’ordigno esplosivo erano stati aggiunti frammenti di metallo (la tecnica di solito usata dai terroristi per aggravare le conseguenze dell’esplosione). Il terrorista era arrivato in Germania due anni fa, ma l’anno scorso aveva vista respinta la sua domanda d’asilo. Secondo Hermann, non si puo’ neanche escludere che la sua intenzione fosse di suicidarsi. Non era stato deportato per la difficile situazione in Siria e l’espulsione era sospesa. 

(AGI) 

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