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Nuovo Cinema Arabia Saudita, cadrà fra poche settimane un divieto storico

Qualcuno ha difficoltà a credere che esistano nazioni senza cinema? Si sbaglia. C’è l’Arabia Saudita. Ma ancora per poche settimane.

Dall’inizio del 2018 la monarchia consentirà difatti, dopo un divieto lungo 35 anni, l’apertura delle sale cinematografiche. Lo ha annunciato il Ministero della Cultura. I cinema furono chiusi negli anni Ottanta, quando si registrò una stretta alle libertà individuali, segnatamente nella sfera ricreativa e delle manifestazioni artistiche.

Il governo stima che il settore cinematografico possa contribuire per una somma pari a 24 miliardi di dollari al prodotto interno lordo nazionale e possa generare 30 mila posti di lavoro a tempo indeterminato e oltre 130 mila temporanei per il 2030.

Il nuovo corso e l’ira del muftì

La decisione segue il nuovo corso culturale del Paese, in linea con la concessione del permesso di guida alle donne e con la facoltà di accedere agli stadi di calcio. “E’ un momento chiave nello sviluppo dell’economia culturale nel Paese” ha dichiarato il ministro della Cultura Awad al-Awad, il quale mette in pratica il piano di riforme economiche e sociali perseguito dal principe ereditario Mohammed bin Salman, molto liberale verso le forme di intrattenimento dei sudditi nonostante l’opposizione degli ambienti ultraconservatori ispirati da un rigido wahabismo.

 

Al principio di quest’anno, il muftì dell’Arabia Saudita era insorto contro l’ipotesi di aprire sale cinematografiche, affermando che sarebbero fonte di “depravazione” giacché favoriscono la promiscuità.

Il paradosso è che, malgrado questo veto, il cinema saudita esiste, è vivace e comincia a mietere riconoscimenti internazionali. La commedia romantica “Barakah Meets Barakah” di Mahmoud Sabbagh è stata proiettata alla Berlinale mentre “Wadjda” di Haifaa Al-Mansour fu, nel 2013, la prima opera saudita candidata agli Oscar come miglior film straniero.

La prima pellicola distribuita sui circuiti sauditi sarà “Born a King”, superproduzione ispano-britannica diretta dallo spagnolo Agusti Villaronga. Girato tra Londra e l’Arabia, il film è incentrato sulla storica visita del principino Faysal, appena quattordicenne, nella capitale dell’impero britannico nel 1919.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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