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Obama contro Mosca, "cerca gloria attraverso la forza"

Nazioni Unite – “In un mondo che si e’ lasciato dietro l’eta’ dell’impero, la Russia cerca di recuperare a gloria perduta attraverso la forza”; con queste parole Barack Obama ha sferrato un duro attacco a Mosca nel suo ultimo discorso al Palazzo di Vetro. Parlando alla 71ma Assemblea generale dell’Onu, il presidente americano ha anche criticato l’idea di una barriera con il Messico lanciata da Donald Trump, ha lanciato un appello sul clima e un’esortazione a “correggere la globalizzazione”.

In una sorta di testamento politico, Obama ha elencato i “progressi” realizzati negli anni delle sue due presidenze, a partire dalla gestione della crisi finanziaria del 2008 su cui è stata evitata “un’ulteriore catastrofe” e  riportato l’economia globale alla crescita. “Dobbiamo correggere la globalizzazione, ma no ai nazionalismi e ai populismi”, ha sottolineato il presidente. “Un mondo in cui l’1% dell’umanità controlla una ricchezza pari al 99% non è uguaglianza”, ha sottolineato, “capisco che è sempre esistito il divario tra ricchi e poveri” ma ora “si è acuito e le tecnologie permettono alle persone di avere una maggiore percezione delle ingiustizie”. 

Poi la stoccata a Trump e all’idea di un muro anti-migranti: “Un Paese circondato dai muri imprigionerebbe sè stesso”, ha avvertito.

Sul tema dell’immigrazione,. il titolare della Casa Bianca ha anche chiesto che vengano aiutati di più “i rifugiati disperati a trovare una casa”, pensando “a quello che faremmo se succedesse a noi, ai nostri figli”. D’altra parte ha ammesso che spesso i “rifugiati devono fare di più per adeguarsi agli usi e costumi dei Paesi ospitanti”. “Ci sono tante nazioni che stanno facendo la cosa giusta”, ha osservato il presidente Usa, “ma molte nazioni, specialmente quelle benedette dalla loro ricchezza e dalla loro posizione geografica, devono fare di più”, ha insistito, anche perche’ “aiutare chi ha bisogno ci rende più sicuri”. Un chiaro riferimento al fatto che povertà ignoranza ed emarginazione fanno il gioco del terrorismo e dei suoi reclutatori.

L’altro appello forte Obama lo ha lanciato sull’ambiente per chiedere ai leader che ratifichino l’accordo di Parigi del dicembre scorso, che prevede la limitazione dell’innalzamento della temperatura a 1,5-2 gradi Celsius rispetto all’era preindustriale e una revisione degli obiettivi ogni cinque anni. “Se non agiamo con coraggio, il conto che ci verrà presentato lo sarà con migrazioni di massa, città sommerse dall’acqua, scorte alimentari decimate e disperazione”, ha avvertito, “ci deve essere un senso di urgenza per fare entrare in vigore l’accordo e aiutare i Paesi poveri a rinunciare a forme distruttive di energia”.

Da Obama è venuto un no netto al razzismo e a “qualsiasi idea secondo cui esiste una superiorità etnica” e alle tentazioni autoritarie in molte parti del mondo. “Credo che la vera democrazia rimanga la migliore strada” da intraprendere, ha insistito, auspicando che si scelga di “andare avanti” 

Sul panorama internazionale, Obama ha attaccato i test nucleari della Corea del nord (“una landa desolata” rispetto al successo della Corea del Sud) e soprattutto la politica espansionistica di Vladimir Putin: “La Russia sta cercando di riguadagnare la gloria perduta tramite la forza”, ha affermato il presidente americano, ma il mondo è troppo piccolo per far risorgere “le vecchie mentalità”. “Lo abbiamo visto in Medio Oriente, dove i leader perseguitanono gli oppositori politici o le minoranze e questo ha aiutato a far crescere l’Isis”. 
 
 
In Siria bisogna “proseguire nel tentativo dei trovare una soluzione diplomatica” perchè “la diplomazia è la vera chiave per fermare la violenza”, ha detto il presidente, citando l’esempio di Israele. “Non si può affermare la propria leadership sminuendo gli altri, Israele sa che non può occupare in via permanente la terra palestinese”, ma i palestinesi devono rinunciare ad incitare alla violenza. (AGI)
 
 
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