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Obama ha mantenuto la metà delle promesse elettorali

Guantanamo non chiude, ma il numero di detenuti è diminuito e l’uso della tortura è stato abolito “senza eccezione”. Più persone hanno diritto a una copertura sanitaria, ma il servizio universale “è rimasto una chimera”. Il tema della sicurezza è ancora considerato più forte rispetto a quello della libertà, e se le intercettazioni senza mandato sono diminuite, il governo ha ancora la possibilità di archiviare una quantità enorme di informazioni che riguardano la vita dei cittadini americani. Il milione di posti di lavoro promesso per il settore manifatturiero non è stato raggiunto, ma la soglia dei 5 milioni di occupati nella ‘green economy’ è quasi una realtà.

‘PoliFact’, il più famoso e autorevole sito statunitense di fact checking, premio Pulitzer nel 2009, ha tirato le somme della presidenza Obama. E conclude che la metà delle promesse elettorali del presidente uscente sono state mantenute (il 48,2%), un terzo sono state portate a termine solo per metà (27,6%), un altro terzo, il 24,2%, è rimasto lettera morta.

I cinque principali impegni presi da Obama:

  1. Chiusura del carcere di Guantanamo
  2. Aumentare le garanzie sulle intercettazioni
  3. Aumentare la sicurezza delle frontiere
  4. Depenalizzazione di alcuni reati
  5. Realizzazione di un servizio sanitario universale

1) Chiusura di Guantanamo

Quanto a Guantanamo, la chiusura del centro di dentenzione non è stata realizzata. Il 22 gennaio del 2009, Obama ha firmato un decreto presidenziale in cui si stabiliva la chiusura della prigione nell’isola di Cuba entro un anno. Ma il Congresso ha bocciato la proposta e ha messo il veto sul trasferimento di detenuti, il cui numero comunque è notevolmente diminuito e oggi a Guantanamno ci sono il 76% di prigionieri in meno. Trump ha apertamento criticato l’approccio di Obama e ha detto che il centro resterà aperto.

2) Limitare le intercettazioni senza mandato

Un’altra promessa di Obama sul fronte delle garanzie era quella di limitare le intercettazioni senza mandato, previste dal Foreign Intelligence surveillance act voluto da George W. Bush per contrastare il terrorismo. La promessa è stata mantenuta a metà, dice Politifact, il provvedimento dell’amministrazione Bush è stato ‘depotenziato’, ma il governo ha ancora accesso a una mole significativa di dati e di informazioni sui singoli cittadini.

3) Sicurezza delle frontiere

Un compromesso è stato raggiunto anche sul controllo delle frontiere, impegno che Obama aveva preso all’inizio del suo secondo mandato. La definizione di ‘frontiere sicure’ non è facilmente verificabile e secondo Politifact “ci sono molti segnali che indicano che sono stati fatti progressi significativi sulla immigrazione clandestina, compreso un aumento del personale e delle risorse destinate ai controlli. Ma una considerevole parte dei confini non è sotto controllo operativo”.

4) Depenalizzazione di alcuni reati

Realizzata in pieno invece, la promessa sulla depenalizzazione dei reati minori, legati ad esempio ai crimini non violenti legati alla droga. Nel National defense authorization act trasformato in legge nell’ottobre scorso, la pena per la gran parte dei reati minori indicati inizialmente è stata fortemente depotenziata.

5) La riforma sanitaria

La riforma sanitaria, uno dei punti politicamente più importanti, discussi e controversi dell’amministrazione democratica guidata da Obama resta ancora una questione aperta: “Firmerò un disegno di legge di assistenza sanitaria universale entro la fine del mio primo mandato da presidente”, aveva detto Obama insediandosi alla Casa Bianca. Cifre alla mano, si può arrivare alla conclusione che la promessa è stata mantenuta solo in parte: la percentuale di cittadini senza copertura assicurativa sanitaria negli Stati Uniti nel 2010 era del 16,4%, alla fine del 2014 era scesa al 12,9%. Ma mentre l’aspettativa era quella di fornire copertura sanitara a 32 milioni di americani entro la fine del decennio, per ragioni di budget, l’obiettivo è stato ridimensionato a 27 milioni. Secondo il Congressional budget office, nel 2025, 31 milioni di persone non avranno alcuna copertura sanitaria. Inoltre la legge non ha mai previsto alcuna inclusione per gli immigrati illegali. Insomma, è la conclusione, la copertura universale resta ancora “una chimera”. (

Le luci e le ombre dei due mandati di Obama emergono esaminando le altre promesse elettorali messe sul tavolo.

Fisco. E’ stata portata a termine solo in parte la promessa di aumentare le imposte sui capital gains per i contribuenti ad alto reddito. L’aumento c’è stato, ma inferiore alle promesse e solo al di sopra di una soglia di reddito molto elevata. Sono state invece rafforzate le norme antitrust, è stata messa in atto una nuova normativa sulla finanza che Obama aveva promesso per rendere il mercato “più libero e giusto e per ripristinare il senso di responsabilità” delle grandi corporation ed è stata estesa l’indennità di disoccupazione.

Sistema manufatturiero. Disattesa la promesa di rafforzare il sistema manifatturiero statunitense, ambito su cui Trump ha puntato invece in maniera molto decisa in campagna elettorale: Obama aveva promesso la creazione di un milione di posti di lavoro entro la fine del 2016, di raddoppiare le esportazioni Usa nei cinque anni successivi rimuovendo le barriere commerciali e ampliando l’accesso al credito: i dati dell”ufficio di statistica sul lavoro rivelano invece che i posti di lavoro sono aumentati di 297 mila unità dal 2012, quando Obama fece il suo annuncio, e il 2016. Obama inoltre non ha ridotto la corporate tax al comparto manifatturiero così come promesso, ma in questo è stato in parte contrastato dalle decisioni del Congresso a maggioranza repubblicana.

Infrastrutture e energia. Non è stato realizzato il fondo di 60 miliardi di dollari promesso dal presidente Usa per le infrastrutture. Promessa non mantenuta anche quella che riguarda il consumo di energia: Obama aveva promesso che il consumo di petrolio sarebbe stato ridotto del 35%, 10 milioni di barili, entro il 2030, ma le cifre mostrano una tendenza che va esattamente nella direzione opposta.

Green Economy. Quasi centrato invece l’obiettivo di creare 5 milioni di posti di lavoro nel settore della ‘economia verde’ e di estendere il credito di imposta per le energie rinnovabili. Il bilancio è positivo sul fronte delle misure economiche che riguardano la protezione della salute: dai crediti di imposta concessi a chi deve pagarsi un’assicurazione, alla possibilità per i giovani di estendere a loro stessi la copertura sanitaria dei loro genitori, fino alla stretta sulle compagnie assicurative per evitare clausole troppo onerose per i cittadini.

Insomma, gli otto anni di Barack Obama alla presidenza della più importante nazione del mondo restano caratterizzati da luci e ombre, da promesse mantenute in tutto o in parte e da annunci rimasti tali. Ora con Donald Trump alla Casa Bianca sarà un’altra storia.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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