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Obama riflette sull' impiego dei droni. Camera deserta per Lo Porto

(AGI) – Roma, 24 apr. – La notizia della morte di Giovanni Lo Porto e dell’ostaggio americano Warren Weinstein e’ stata comunicata da Barack Obama a Matteo Renzi “il 22 aprile sera”, dopo “verifiche durate tre mesi a causa delle difficolta’ di accesso alla zona di guerra”. Queste le spiegazioni fornite dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un’informativa alla Camera sull’uccisione del cooperante italiano deceduto a gennaio nel bombardamento di un drone Usa nel Punjab, regione del Pakistan al confine con l’Afghanistan. Intanto trapela che Barack Obama sta riesaminando la strategia antiterrorismo basata sull’impiego dei droni, mentre una fonte pakistana ha rivelato alla Cnn che la famiglia di Weinstein pago’ un riscatto per la liberazione. Il coperante di 73 anni, tuttavia, non fu liberato; i talebani, anzi, ‘rilanciarono’ chiedendo la liberazione di alcuni prigionieri negli Usa, fra cui la cosiddetta ‘lady al Qaeda’, Aafia Siddiqui, che sconta una pena di 86 anni in un carcere del Texas. Il versamento del riscatto avvenne nel 2012. Il governo americano, ha spiegato Gentiloni in un’Aula quasi deserta che ha osservato un minuto di silenzio per il 39enne siciliano, “ha confermato che non vi erano informazioni in base alle quali si potesse prevedere che ci fossero i due ostaggi occidentali” nel compound colpito dal bombardamento. Il titolare della Farnesina ha ricordato Lo Porto come “un volontario generoso ed esperto nella cooperazione internazionale” che “ha vissuto dedicandosi agli altri”. L’ultima prova che Lo Porto fosse in vita risaliva “allo scorso autunno”, poi le azioni militari nell’area di confine tra Afghanistan e Pakistan si sono fatte “sempre piu’ frequenti”, ha spiegati il ministro. “Tali azioni hanno reso ancora piu’ complessa l’attivita’ di acquisizione” di informazioni sul terreno. Attivita’ come quella di Lo Porto, “fanno onore all’Italia” e il governo “fara’ tutto il possibile per soccorrere i nostri connazionali rapiti e sottrarli ai sequestratori, come fatto negli anni passati e come si sta facendo per padre Dall’Oglio in Siria e Ignazio Scaravilli in Libia”. Gentiloni ha poi comunicato che “sull’intera vicenda e’ stata aperta una inchiesta della magistratura”. Obama si interroga ora sui rischi che comportano i raid degli aerei senza pilota e medita cambi di strategia. Lo scrive il Washington Post, osservando che per anni i consiglieri del presidente hanno detto che simili errori non si sarebbero mai verificati. “Quello che e’ accaduto solleva ulteriori interrogativi su quali ulteriori modifiche siano necessarie nelle linee guida” della strategia antiterrorismo”, ammettono alla Casa Bianca. (AGI)
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