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Obama, "sconfiggeremo l'Isis" "Vinceremo battaglia sul campo"

(AGI) – New York, 29 set. – Per Barack Obama lo Stato Islamico “finira’ con l’essere sconfitto perche’ non ha nulla da offrire, eccetto violenza e morte”: cosi’ si e’ espresso il presidente americano aprendo al Palazzo di Vetro, davanti a un centinaio tra capi di Stato e di governo, il vertice sulla lotta internazionale al terrorismo promosso proprio dagli Usa. “Prevarremo”, ha incalzato, “ma occorreranno diligenza, concentrazione e uno sforzo prolungato da parte di tutti noi”: cioe’ una concertazione e un impegno come quelli gia’ profusi dalla coalizione internazionale guidata dagli stessi Stati Uniti, la cui azione “ha dimostrato che l’Isis puo’ essere sbaragliato sul campo di battaglia”. Il titolare della Casa Bianca ha quindi ricordato che in Iraq i jihadisti “hanno perso pressocche’ un terzo delle zone abitate che avevano espugnato”, mentre in Siria “sono stati cacciati da quasi l’intera area alla frontiera con la Turchia”. A proposito di quest’ultimo scenario Washington e’ pronta a “collaborare con tutti, Russia e Iran compresi”, ha assicurato Obama, aggiungendo tuttavia che annientare il califfato “esige un nuovo leader a Damasco”, e dunque l’uscita di scena definitiva di Bashar al-Assad.

Matteo Renzi, durante il summit sul contrasto a terrorismo ed estremismo violento organizzato durante l’assemblea generale dell’Onu e presieduto da Obama, ha assicurato che l’Italia offre “il suo risoluto supporto” all’iniziativa del presidente Barack Obama contro il terrorismo. “Questa e’ la piu’ grande coalizione contro il terrorismo che il mondo abbia mai visto e ha una grande responsabilita’”, ha osservato ancora Renzi. Il premier ha sottolineato, in particolare, il supporto dell’Italia contro l’Isis con la formazione di forze irachene. Nella lotta al terrorismo, per l’Italia la Libia resta una priorita’, ha sottolineato il presidente del consiglio. “Non solo Sira e Iraq, ha evidenziato Renzi, ma anche Africa e Libia e per quanto riguarda l’Italia soprattutto la Libia”. (AGI) .

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