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Oltre 60mila persone ogni anno muoiono per 'overdose accidentale', vera emergenza negli Usa

Circa 60mila persone muoiono di overdose ogni anno in Usa per aver ingerito accidentalmente farmaci e oppioidi. Una “piaga moderna” che conta tra le sue vittime sempre più bambini e neonati. L’ultima, racconta il New York Times, si chiamava Penny Mae Cormani, aveva solo un anno, viveva nello Utah in una famiglia di mormoni ed è morta per aver ingerito dell’eroina. Ma sono sempre di più, secondo fonti della polizia, i bambini ritrovati in stato di incoscienza o senza vita in seguito all’ingestione di pillole per adulti.

Intossicazioni più che raddoppiate

All’ospedale pediatrico di Dayton, in Ohio, le intossicazioni di questo tipo sono più che raddoppiate e ora si aggirano intorno alle 200mila all’anno. A Salt Lake City, nello Utah, la dottoressa Jennifer Plumb in una sola notte in cui era di turno al pronto soccorso ha rianimato cinque neonati. A Milwaukee, in Wisconsin, 8 bambini sono morti negli ultimi due anni per overdose da metadone e ossicodone. I nomi delle 8 piccole vittime sono contenuti nell’elenco degli 87 bimbi che hanno perso la vita nel 2015 per lo stesso motivo. Un numero record se si pensa che nel 1999 le piccole vittime furono ‘solo’ 16. I dati, però, denunciano una doppia crisi: da una parte quella che coinvolge i bimbi, dall’altra l’allarmante dipendenza degli americani dalle pillole.  

“Oppioidi emergenza nazionale” disse Trump

Un fenomeno, quest’ultimo, che preoccupa il presidente Donald Trump che lo scorso agosto ha annunciato di voler dichiarare la crisi degli oppiodi “un’emergenza nazionale”. I farmacisti dello Utah vedono passare sui loro banconi un totale di 7.200 prescrizioni di oppioidi al giorno, un numero elevatissimo se si considera che nello stato vivono circa 3 milioni di persone. Per i dottori il problema degli americani è l’eccessiva dipendenza dagli antidolorifici. La maggior parte delle intossicazioni sono legate, infatti, a sostanze quali buprenorfina, metadone, idrocodone e ossicodone, tutte impiegate nella composizione degli analgesici più o meno pesanti.

Ed è questa anche la causa indiretta della morte di Penny per cui la mamma, Cassandra Leydsman, sconterà 36 mesi di carcere. La dipendenza di Cassandra dagli antidolorifici è iniziata più di 10 anni fa, dopo un incidente automobilistico. A quel tempo un dottore le prescrisse OxyContin, un farmaco analgesico che contiene ossiccodone. Da allora la donna ha sviluppato una vera e propria dipendenza, che l’ha portata poi ad assumere l’eroina che Penny ha trovato per caso per terra e ingoiato. “I bambini non ingeriscono farmaci per scelta, ma perchè le pillole sono ovunque”, sostiene la dottoressa Plumb. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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