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Omicidio 17enne a Napoli, attesa per Stub e autopsia

(AGI) – Napoli, 7 set. – Gli inquirenti attendono l’esito dell’esame autoptico e dello Stub per avere prime concrete linee di indagine per chiarire lo scenario dell’omicidio di Gennaro Cesarano, il diciassettenne di Napoli il cui sogno era di diventare pizzaiolo e la cui vita e’ stata stroncata alle 4.30 di domenica scorsa da due colpi di pistola mentre era in piazzetta Sanita’. Due colpi, a pochi millimetri di distanza l’uno dall’altro, al torace e alla schiena, che farebbero ipotizzare che il ragazzo non sia stato ucciso accidentalmente durante uno dei tanti raid con spari in strada che da tempo attraversano i quartieri del capoluogo campano. L’aurospia dira’ se e quanti proiettili sono ancora nel corpo di Gennaro o se e’ morto per un’unica pallottola. La prova dello Stub servira’ a chiarire se il ragazzo abbia risposto agli spari dei sicari, dato che a terra, davanti la chiesa di San Vincenzo , c’erano 18 bossoli e una ogiva di due calibri diversi, 9×21 e 357 Magnum, ma non armi. Il movente dell’omicidio? E’ tutto ancora da chiarire. Ipotesi ci sono, ma tra queste verrebbe escluso un collegamento con gli scontri avvenuti domenica sera, durante la partita di calcio Napoli-Sampdoria, allo stadio “San Paolo”, in curva A, tra ultra’ di Forcella e della Sanita’, tra cui alcuni vicini ai clan dei due rioni. Stando alle dichiarazioni di alcuni familiari, raccolte dalla polizia, inoltre e’ emerso infatti che il diciassettenne non frequentava le partite. Il fascicolo sull’assassinio di Cesarano ora e’ al vaglio dello stesso pm che coordina le indagini sull’omicidio di Pasquale Ceraso, pluripregiudicato di 67 anni, ucciso la mattina del 3 settembre, a poca distanza di via Santa Teresa degli Scalzi, nella zona Materdei, a ridosso della Sanita’. E anche in questo delitto tra le ipotesi inizialmente avenzate c’era quella di una esecuzione legata agli stessi scontri. Gli investigatori sono intenti a ricostruire soprattutto la “storia” della vittima, capire cioe’ se il ragazzo fosse o meno legato a qualche clan. Circostanza che sinore non risulta. Il diciassettenne non sarebbe mai stato controllato in compagnia di malavitosi ne’ affiliati alla cosca dei Sequino, che controlla i traffici illeciti nel rione Sanita’, unitamente ai Savarese e agli Esposito. .
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