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“Ora il rischio più grosso sono i tentativi di emulazione”

“Stupisce che un furgone Van possa aver attraversato indisturbato la Rambla di Barcellona, appare strano che non fossero state predisposte misure di protezione in uno dei posti maggiormente affollati da cittadini e turisti”: così il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha commentato le modalità dell’attentato di giovedì in un colloquio con il Corriere della Sera oggi in edicola. “Ciò”, ha aggiunto, “fa presumere che le autorità spagnole non ritenessero concreto il pericolo di un attacco imminente.”
 

Nessuno Stato è immune

Minniti ha ribadito che “nessuno Stato è immune”, ma ritiene “non sia necessario alzare ulteriormente il livello di allerta” in Italia, perchè tutte le misure di prevenzione sono state attuate e sarebbe tecnicamente impossibile fare di più senza militarizzare città e luoghi di aggregazione”.
L’analisi di Antiterrorismo e apparati di intelligence italiani su quanto accaduto in Spagna, ha spiegato il titolare del Viminale, accredita l’ipotesi che si tratti di “una cellula caratterizzata dallo spontaneismo visto che ha commesso diversi errori e non aveva armi da fuoco, ma capace di organizzarsi su standard molto elevati pianificando tre attacchi e ottenendo il massimo risultato addirittura riuscendo a modificare in tempo reale il piano di azione”.

Possiamo solo intensificare i controlli

“Di fronte a questo tipo di minaccia possiamo soltanto intensificare il controllo del territorio, confermando però il dispositivo messo in atto”, ha sottolineato Minniti. Un’attività che riguarda “i luoghi, ma anche le persone con verifiche continue per individuare chi dimostra di essersi radicalizzato e dunque deve essere immediatamente espulso”. Per Minniti il rischio più forte riguarda adesso “i tentativi di emulazione, la determinazione dei fondamentalisti che si trovano i tutti gli Stati europei a mettere in pratica le disposizioni” di chi via Internet incita ad agire in ogni modo e con qualsiasi mezzo. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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