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Orlando fa cinquina, rieletto sindaco a Palermo al primo turno

A Palermo si impone Leoluca Orlando: con lo scrutinio di 400 sezioni su 600, registra il 46,27%, che gli permette di correre ulteriormente verso la quinta sindacatura. In Sicilia si passa al primo turno con il 40% dei voti e gli avversari sono ben distanti. Fabrizio Ferrandelli è al 31,38%. Ugo Forello del M5S al 16,16%. Il salviniano Ismaele La Vardera 2,63%; la Verde Nadia Spallitta 1,86% e l’autonomista Ciro Lomonte 1,7%. 

M5S fuori dai ballottaggi più importanti

Il Movimento 5 Stelle è fuori dai ballottaggi nei quattro capoluoghi di Regione: Genova, l’Aquila, Palermo e Catanzaro. Fuori anche in città importanti come Parma e Verona. La ‘sentenza’, arrivata a pochi minuti dalla chiusura delle urne nei 1.004 comuni al voto domenica 11 giugno, è stata confermata dallo scrutinio nella notte. Uno scrutinio molto a rilento in quasi tutte le città più importanti. Sono definitivi i dati di Verona e Parma.

A Palermo e Genova i grillini arrivano terzi dietro alle compagini di centrosinistra e centrodestra. A Verona e Parma, addirittura, non salgono nemmeno sul podio, surclassati anche dalle liste civiche. Con i Cinque Stelle tagliati fuori, a ridere è soprattutto il centrodestra che torna ad affermarsi come diretto avversario del Pd. Nei capoluoghi di provincia il Movimento 5 Stelle potrebbe raggiungere il ballottaggio a Carrara e Asti. 

Dato clamoroso a  Palermo, non ancora ‘ufficiale’,  la vittoria al primo turno di Leoluca Orlando, sindaco uscente di centrosinistra. Con 325 seggi scrutinati su 600, Orlando ha per ora il 46,01% dei voti. In Sicilia, come noto, è sufficiente il 40% per essere eletti al primo turno, quindi la vittoria a questo punto appare scontata.

Affluenza inchiodata al 60,7%

Bassissimo il dato di Genova, dove l’affluenza si è fermata al al 48,39%. La città ligure si è aggiudicata la maglia nera per la percentuale di cittadini che sono andati alle urne.

A Genova, Il candidato del centrodestra, Marco Bucci, e quello del centrosinistra, Giovanni Crivello, vanno al ballottaggio. Nettamente staccato quello dei Cinque Stelle, reduce dal duro scontro con la vincitrice delle ‘comunarie’, Marika Cassimatis.

Altra beffa per i Cinque Stelle a Parma, dove il fuoriuscito Federico Pizzarotti va al ballottaggio da primo classificato nella città dove ha amministrato da sindaco del M5S prima della rottura col Movimento. La sua affermazione oggi mette davvero all’angolo Grillo e i suoi.

A Verona la sfida per arrivare al ballottaggio con il candidato del centrodestra Federico Sboarina è tra la candidata del centrosinistra, Orietta Salemi, e quella della lista civica ‘Fare’, Patrizia Bisinella.

L’Aquila: il candidato del centrosinistra, Americo Dibenedetto, sfiora il successo già al primo turno.

Taranto: Nemmeno nella città in cui divampa la polemica sull’Ilva M5S riesce a portare un candidato al ballottaggio. 

Al ballottaggio di Catanzaro andrà di sicuro il candidato del centrodestra, Sergio Abramo, mentre la sfida è tra quello del centrosinistra Vincenzo Ciconte e quello della lista civica, Nicola Fiorita.

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Primi commenti dei giornali impietosi col Movimento

La Repubblica: “Il populismo paga i suoi tanti errori”

Nel suo editoriale, Stefano Folli scrive: “Eppure dal voto negletto sono emerse rilevanti indicazioni. Non tanto il ritorno del bipolarismo centrodestra/centrosinistra, perché servono ben altre conferme prima di poterlo affermare. Quanto la grave sconfitta del Movimento Cinque Stelle, la prima seria battuta d’arresto registrata da un Grillo che forse presagiva la disfatta per come nelle ultime ore appariva scontroso e infastidito nelle strade della sua Genova. Essere esclusi da tutti i ballottaggi che contano è un pessimo presagio, tanto più che le percentuali raccolte da nord a sud sono scarse per una forza che si è proposta in questi anni come alternativa al sistema”. Leggi qui l’editoriale integrale.
 
Il Sole 24 ore: “Grillini puniti da divisioni interne e candidati deboli”
 
Scrive Barbara Fiammeri sul quotidiano di Confindustria: “L’esclusione del M5S dai ballottaggi nelle principali città chiamate alle urne è la prima risposta che arriva da questa tornata elettorale. Un evento frutto delle divisioni interne al Movimento ma anche della debolezza dei candidati, scelti in più di un caso per fedeltà al vertice pentastellato che per capacità. Genova è certamente il caso più clamoroso. Nella sua città Beppe Grillo ha perso malamente. E non solo per la distanza che separa il candidato grillino dagli altri due contendenti di centrosinistra e centrodestra, ma perché a Genova il fondatore del M5S ha deciso d’autorità di sostituirsi alla scelta degli iscritti estromettendo la vincitrice delle comunarie con un semplice «fidatevi di me».” Leggi qui l’editoriale integrale.
 
Quotidiano Nazionale: “Febbre 5 stelle, centrodestra in salute”
 
L’edizione online di Qn, quotidiano.net, riporta l’editorale di Gabriele Canè che sottolinea: “I 5stelle hanno la febbre alta. Il centro sinistra sta così così. Il centro destra, nonostante l’età e gli acciacchi del suo leader, gode di buona salute. Forse la cartella clinica del Palazzo non sarà questa al cento per cento, ma la diagnosi uscita dalle amministrative di ieri gli assomiglia molto. Tra quindici giornisapremo se le condizioni dei pazienti sono cambiate, o se alla prima visita si era visto giusto”. 
 
La Stampa: “amministrare significa confrontarsi con il territorio”
 
Il direttore della Stampa Maurizio Molinari analizza in video il voto delle comunali.
 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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