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Orsogna, oro di San Rocco venduto dal parroco: protesta dal Papa

Cinquemila cartoline del santo saranno inviate al pontefice. Il comitato: “È stato un affronto, chiarezza fino in fondo”

image (6)di Daria De Laurentiis –

ORSOGNA. Ci sarebbero anche oggetti di valore storico e culturale molto prezioso tra gli ex voto di San Rocco venduti dal parrocoMario Persoglio a un “compro oro” di Francavilla per riparare il tetto della chiesa di San Nicola. Il quantitativo di oro venduto, con un ricavato di 18mila euro, sarebbe di circa un chilo e mezzo, composto da manufatti di 9 e 12 carati. Ancora: dai documenti redatti in quattro copie negli anni 1964 e ’65 e spediti dall’ex parroco di San Nicola, don Vincenzo Camplone, alla Curia arcivescovile per la catalogazione di tutti gli ori votivi, risulterebbe scomparsa una copia. E da un corposo archivio fotografico, che mostra da almeno 15 anni a questa parte tutte le immagini del santo con il suo carico di votivi, sembra che di anno in anno l’oro si sia vistosamente assottigliato.

È su questi temi che il neonato comitato per il recupero dell’oro votivo di San Rocco vuole fare luce. Per chiarire ogni aspetto di questa vicenda che gli orsognesi, sia cattolici che laici, hanno definito «un’offesa indelebile alla storia e alla tradizione di Orsogna» e che ha lasciato la comunità «sgomenta, incredula, allibita e smarrita», il comitato ha messo in campo diverse iniziative. Una fra tutte la preparazione di 5mila cartoline, da inviare anche a papaFrancesco, con la doppia immagine di San Rocco nel 2004, carico di preziosi fino ai piedi, e nel 2015, anno in cui il santo si vede molto più disadorno.

L’ANTEFATTO. L’indignazione di tutto il paese risale ormai a un mese fa. In occasione delle festività in onore di San Rocco, alla metà di agosto, alcuni fedeli hanno notato che il santo era stato adornato con oggetti di bigiotteria invece che il consueto carico di ex voto di oro puro. Di lì la domanda al parroco e la laconica risposta: parte dell’oro era stata venduta mesi prima, a marzo, per riparare il tetto pericolante da anni e le cui condizioni si erano aggravate con il maltempo dell’inverno.

LE REAZIONI. Immediate sono state le reazioni dei cittadini, che si sono sentiti traditi e profondamente scossi dall’accaduto. «Questa comunità», scrive il presidente del comitato, Maria Antonietta Piccicacco, «non meritava l’affronto di veder rivestire con falsi e spudorati monili di bigiotteria il proprio Santo all’uscita della processione. Perché nascondere con la bigiotteria la vendita o “svendita” degli ori votivi?».

LE INIZIATIVE. Fin da subito gli orsognesi, anche quelli emigrati in Europa, America e Argentina, si sono mossi per cercare di arrivare alla verità dei fatti. Dopo la raccolta di migliaia di firme e la costituzione di un comitato, i rappresentanti di questa battaglia che è soprattutto della memoria e della tradizione, hanno scritto al vescovo Bruno Forte «con lo scopo di fornirgli utili e indispensabili informazioni e nello stesso tempo richiedere la visione di alcuni documenti in suo possesso». Il comitato ha proposto alla cittadinanza anche il progetto “Per non dimenticare”, che prevede l’affissione di stendardi per le strade cittadine raffiguranti San Rocco durante la annuale processione vestito con l’oro votivo. A breve sarà organizzata anche una mostra permanente.

http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2015/09/21/news/oro-di-san-rocco-venduto-dal-parroco-la-protesta-dal-papa-1.12132622

http://retelabuso.org/blog/43565

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