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Otto anni dopo il sisma dell'Aquila, a che punto sono i processi

Sono passati esattamente 8 anni dal terribile terremoto che ha distrutto L’Aquila (avvenuto alle 3.32 del 6 aprile 2009). In attesa di restituire le case a migliaia di persone ancora in moduli abitativi provvisori, la giustizia penale e civile va avanti tra processi per le infiltrazioni della criminalità organizzata e indagini sulla corruzione tra i “colletti bianchi”. Chiusa la parentesi di gran parte dei processi penali sui crolli degli edifici (220 quelli esaminati dalla Procura della Repubblica dell’Aquila) compreso quello ai sette membri della Commissione grandi rischi, e aperta quella civilistica, sono arrivate due giorni fa le prime sentenze sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta e della camorra (clan dei Casalesi) ad aver tenuto banco.

Le mani di camorra e ‘ndrangheta sulla ricostruzione 

Nel primo caso il Tribunale dell’Aquila, ha condannato alla pena di 8 anni di reclusione con l’accusa di associazione mafiosa esterna un appartenente alla pericolosa ‘ndrina calabrese dei Caridi-Zindato-Borghetto, che secondo l’accusa si sarebbe adoperata affinché la stessa entrasse negli appalti post sisma dell’Aquila. Altre indagini sempre della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, chiuse recentemente, hanno portato a galla la presenza di ditte casertane vicine al clan del Casalesi, nei numerosi subappalti nei quali è emerso anche lo sfruttamento della manodopera casertana, approfittando dello stato di indigenza degli operai. Attività che ha portato la stessa Prefettura dell’Aquila a emettere anche delle interdittive antimafia nei riguardi sempre di società edili in odore di criminalità organizzata.


Nuovo filone di indagini: appalti gestiti dalla Regione Abruzzo 

Si trova invece ancora nella fase di indagini preliminari una inchiesta su una serie di appalti gestiti dalla Regione Abruzzo che vede finora 27 indagati, tra cui funzionari regionali, professionisti esterni e imprenditori e il presidente della Giunta, Luciano D’Alfonso, che più volte si è detto estraneo ai fatti contestati pur ribadendo piena fiducia sull’operato della magistratura. Tra gli ultimi appalti finiti nel mirino della magistratura quello relativo alla ricostruzione di palazzo Centi, sede della Giunta regionale all’Aquila seriamente danneggiato dal sisma di otto anni fa, una commessa da 13 milioni di euro, nella quale, secondo i magistrati, pubblici ufficiali avrebbero favorito alcune imprese.

A Piacenza processo per crollo balcone di Cese di Preduro

Si è spostato invece a Piacenza il processo per il crollo del balcone nella palazzina del Progetto Case di Cese di Preturo (L’Aquila), realizzato dopo il sisma del 2009, fatto che innescò il sequestro di altri 800 balconi con le stesse caratteristiche, secondo l’accusa realizzati con materiale scadente e difetti di costruzione. Nella città emiliana è in atto un altro processo per il filone di inchiesta legata al legno utilizzato da un’azienda piacentina. Sono 37 gli indagati per il crollo avvenuto nel settembre 2014 a Cese di Preturo, dove c’è uno dei 19 quartieri del Progetto Case, il mega insediamento abitativo realizzato per volere del governo Berlusconi tra la fine del 2009 e la prima metà del 2010 per dare un tetto a circa 16 mila aquilani sistemati in circa 4.500 alloggi prefabbricati antisismici dopo il terremoto di otto anni fa.

Guido Bertolaso assolto nel processo Grandi rischi bis

Passando ai crolli degli edifici, l’ottavo anniversario dai tragici accadimenti, ha fatto registrare in sede penale, (Tribunale dell’Aquila) l’assoluzione per non aver commesso il fatto dell’ex capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, nell’ambito del cosiddetto processo Grandi rischi bis in cui era accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni, in particolare per aver organizzato una “operazione mediatica perché vogliamo rassicurare la gente”, come disse in un’intercettazione, convocando la riunione di esperti del 31 marzo 2009, a pochi giorni, dunque, dalla scossa distruttiva del 6 aprile seguente.


Il procuratore generale Romolo Como aveva chiesto 3 anni di reclusione. Nel procedimento principale i 7 esperti della Commissione grandi rischi sono stati a loro volta processati per aver rassicurato i cittadini e sottovalutato il rischio sismico che c’era, condannati in primo grado e assolti in Appello e Cassazione, tranne l’ex numero 2 di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis, condannato in via definitiva a 2 anni di carcere. Il processo su Bertoalso ha avuto una genesi molto tormentata. Nonostante le indagini, il pubblico ministero Fabio Picuti, lo stesso del filone principale, ha chiesto due volte l’archiviazione, e due volte è stata negata per l’opposizione delle parti civili accolta dal gip.

Prima causa di risarcimento presso il tribunale dell’Aquila

Infine incardinata presso il Tribunale civile dell’Aquila, la prima causa di risarcimento di 7 parti civili (per 6 milioni di euro) per il crollo della Casa dello Studente all’Aquila, con 8 vittime. Nel mirino dell’azione risarcitoria ci sono la Regione proprietaria, l’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) che la gestiva, i quattro tecnici condannati via definitiva in Cassazione per i restauri dell’anno 2000, il Miur, le assicurazioni e la Farmaceutica Angelini che fece realizzare il palazzo. Le recenti motivazioni della sentenza della Cassazione hanno ribadito il concetto caro alle parti civili: il sisma del 6 aprile 2009 con magnitudo 6,3 “non fu evento eccezionale” e chi ha gestito l’edificio doveva comunque preoccuparsi delle carenze costruttive che aveva.

In 8 anni concessi 6,237 miliardi per ricostruzione privata

Per la ricostruzione privata del post sisma 2009 sono stati concessi circa 6 miliardi e 237 milioni di euro. In particolare, per la ricostruzione del Comune dell’Aquila e della periferia – i dati sono riferiti al 6 febbraio 2017 – l’importo concesso alle 24.575 pratiche istruite ammonta a 4 miliardi 903 milioni e 537 mila euro. Le pratiche da istruire sono ancora 2.121 e l’importo richiesto è di 2 miliardi 697 milioni 934 mila euro. Per quanto riguarda la ricostruzione dei 56 comuni del cratere sismico (L’Aquila esclusa) i contributi concessi al 31 marzo 2017 sono pari a 1 miliardo e 334 milioni di euro. Per quanto concerne la ricostruzione pubblica riferita al Comune dell’Aquila e ai centri storici della periferia l’importo richiesto ad oggi è di 2 miliardi 143 milioni 738 mila euro circa di cui finanziato 1 miliardo 991 milioni 636 mila euro. 


 

Ancora 11mila persone senza una casa vera

A distanza di 8 anni dal sisma che ha devastato L’Aquila e il circondario sono ancora 8.876 le persone alloggiate nei Progetti Case e 2.272 quelle che si trovano nei Map (moduli abitativi provvisori), secondo i dati aggiornati al 31 marzo 2017. Nel totale sono tuttavia ricompresi anche gli sfollati del terremoto del centro Italia che comunque sono una netta minoranza anche se un dato preciso non è al momento possibile farlo. Più nel dettaglio i nuclei familiari assegnatari di alloggi del Progetto Case sono 3.517, i nuclei familiari assegnatari di alloggi Map 1.137. Gli alloggi liberi sono 121 nel Progetto Case. e 37 nei Map.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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