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Otto ore sul tetto della Scala per il "no" al referendum

Milano – Finisce dopo circa 8 ore la protesta di Martin Advinski, l’uomo salito sul tetto del Teatro alla Scala di Milano, per dire ‘No al referendum e non solo’. E’ stato ‘immobilizzato’ da Renato Puglisi, comandante del nucleo operativo dei carabinieri della Compagnia Duomo, che è riuscito ad approfittare di un attimo di distrazione del bulgaro. Il tenente si trovava accanto al contestatore e al mediatore, quando è stato possibile intervenire, anche grazie all’aiuto dei vigili del fuoco presenti con un’autoscala. 

Per Martin Advinski si profilano una serie di reati, tra i quali il procurato allarme e l’occupazione di suolo pubblico. Ma prima di procedere, per lui è d’obbligo una visita medica e, per questo, è stato condotto al Policlinico per accertamenti.

Intanto non è ancora chiaro come l’uomo sia salito sul tetto del Teatro: se si sia infilato da un cantiere in Via Verdi oppure si sia nascosto in teatro ieri sera dopo lo spettacolo. Ipotesi, quest’ultima, ritenuta meno probabile. Quel che è certo è che non ci sono segni di effrazione sulle porte del Piermarini.

Advinski, 50enne originario di Sofia e da 10 anni residente a Ostiglia, nel mantovano, non è nuovo a questo genere di proteste: un anno fa si arrampicò sul tetto della chiesa di San Cristoforo a Mantova per protestare contro la giusitizia italiana. (AGI) 

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