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Paesi islamici, la donna ideale porta il velo ma ha gli occhi scoperti

HijabUn sondaggio negli Stati a maggioranza musulmana rivela come gli uomini vorrebbero che le loro donne si vestissero: in ribasso il burqa (piace solo in Arabia Saudita), il preferito è l’hijab bianco, che lascia scoperto l’ovale del volto ma neanche un capello.

Francesca Paci – Roma –
La questione femminile è al centro del dibattito sulla democrazia in corso nel mondo arabo-musulmano da alcuni anni a questa parte.

Le rivoluzioni del 2011 – indipendentemente dal tempo che impiegheranno per dirsi compiute – hanno acceso ancora di più i riflettori sulle donne, protagoniste attivissime delle proteste ma anche troppo spesso vittime di molestie e aggressioni di cui la pervasiva sessuofobia maschilista le ritiene per giunta responsabili (lo scorso anno il Cairo ha ottenuto il vergognoso primato di capitale mondiale delle molestie sessuali). 

Sebbene gli abusi non risparmino quelle che vestono modestamente, l’estetica femminile ha un peso non indifferente nell’immaginario islamico. La donna, croce e delizia del desiderio, è al tempo stesso sublimazione della famiglia e simbolo di peccato (in particolare di quello sobillato dal “serpente occidentale”). Come vorrebbero veramente vederla abbigliata gli uomini per sentirsi rassicurati nel proprio ruolo, qualsiasi esso sia? 

Un recente studio dell’Università del Michigan fotografa le aspettative maschili rispetto al look delle compagne in sette paesi a maggioranza musulmana (Tunisia, Egitto, Iraq, Libano, Pakistan, Arabia Saudita e Turchia) e rivela che la maggior parte degli interpellati le preferirebbe con il capo velato ma non necessariamente con il viso coperto. L’unica eccezione sono Libano e Turchia, dove uno su quattro ritiene che debbano portare i capelli sciolti in pubblico. Ma nella Beirut ostaggio del rinato odio settario come nella Istanbul intossicata dalle manifestazioni estive contro la tentazione “moralizzatrice” del premier Erdogan, le montanti tensioni politiche e religiose rischiano di avere presto, ancora una volta, come primo danno collaterale l’altra metà del cielo. 

Abbigliamento femminile islamIl sondaggio proponeva sei diverse immagini femminili e chiedeva di scegliere quale fosse più appropriata per apparire in un luogo pubblico: il burqa di stile afghano con una specie di griglia/museruola per respirare (1), il niqab nero che lascia scoperti solo gli occhi ed è molto diffuso nel Golfo (2), il chador che copre il capo ma non il viso e si allunga castigato sul corpo (3), l’hijab bianco da cui emerge l’ovale del volto ma neppure un capello (4), il foulard colorato avvolto vezzosamente sulla testa alla maniera delle ragazze di Teheran (5), nulla, chiome sciolte come a Roma o a Parigi (6). Oltre il 50% si è pronunciato per la foto 4, hijab bianco, compreso il 57% in Tunisia, il 52% in Egitto, il 46% in Turchia e il 44% in Iraq. In Iraq e in Egitto la seconda preferenza è andata alla numero 3, ancor più conservativa. Con buona pace degli anni ’50 quando il Cairo era la Hollywood araba, moltiplicatore di film all’epoca così disinibiti da far arrossire per esempio la contemporanea Italia. 

La foto 1, il burqa afghano, per fortuna non spopola: il consenso più alto lo raggiunge infatti nella sola Arabia Saudita e si ferma all’11%, ma qui il niqab (foto 2) supera il 60%. I capelli sciolti però, sono altrettanto lontani dal plauso maschile (almeno quando si tratta delle proprie donne, perché per le occidentali, considerate per definizione “facili”, il criterio è diverso). La foto 6 va bene solo in Libano (49%) e il Turchia (32”%), nella laica Tunisia che mette nero su bianco la parità dei sessi nella nuova Costituzione si ferma al 15%. Non a caso, nei mesi passati, le tunisine, cresciute con l’educazione laica imposta da Bourghiba, sono state le vittime privilegiate degli attacchi salafiti. 

La strada è ancora lunga e non è detto che quella dello sviluppo legislativo e quella dello sviluppo culturale vadano di pari passo. Ma, come dimostra l’aumento esponenziale delle denunce contro le molestie, le donne arabe-musulmane lo sanno. E lo denunciano. Sempre di più. Chissà che questo rigurgito conservatore degli uomini sull’abbigliamento di moglie, figlie, sorelle, non tradisca proprio una gran paura. 

http://www.lastampa.it/2014/01/09/societa/paesi-islamici-la-donna-ideale-porta-il-velo-ma-ha-gli-occhi-scoperti-zmdYtsgaQ1yozKnbDeFNoN/pagina.html

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