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Panama Papers: Cameron ammette, avevo quota in società mio padre

Londra – David Cameron ha ammesso di aver avuto una quota nella società offshore del padre, scomparso nel 2010, e venduta “per 30.000 sterline” poco prima che diventasse premier”. Lo ha dichiarato lo stesso primo ministro britannico in una intervista a Itv news. “Non ho nulla da nascondere”, ha ribadito Cameron. “Ho pagato normalmente a suo tempo le tasse sui dividendi di quella quota. Sono orgoglioso dei successi di mio padre e “non posso sopportare di vedere il suo nome infangato”.

Secondo quanto riporta il Guardian, che nel pomeriggio aveva anche pubblicato le sue “dieci domande a Cameron” la quota nella società fu comprata per 12.497 sterline e rivenduta per 31.500, permettendo così alla famiglia del primo ministro un ricavato di 19.003 sterline. Questa sera il premier ha pero’ ammesso di aver sempre dichiarato tutti i dividendi annuali ottenuti grazie alla partecipazione e all’investimento. Cameron ha inoltre aggiunto di aver sempre pagato tutte le tasse dovute allo Stato in base alle dichiarazioni dei redditi. Mentre ancora si attendono le prime reazioni politiche, quanto dichiarato oggi da Cameron costituisce comunque un successo per il leader del Labour, Jeremy Corbyn, che due giorni fa aveva chiesto al premier di fare chiarezza sui suoi conti in banca, sulle sue dichiarazioni dei redditi e sui suoi legami con la società a Panama detenuta da suo padre, Ian Cameron. Un risultato politico non da poco, per un leader dell’opposizione tanto chiacchierato quanto ritenuto debole e poco incisivo. Negli ultimi giorni, fra l’altro, sui social network i britannici sembravano quasi certi del fatto che Cameron avesse posseduto una quota della società del padre e su Facebook e su Twitter si erano moltiplicate diverse richieste di chiarimenti da parte di esponenti della società civile. (AGI)

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