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pandora cartier polemiche social

Nel bel mezzo della polemica contro i cartelloni pubblicitari giudicati sessisti dei bracciali Pandora, si inserisce anche la Maison Cartier con uno scacco matto dei responsabili del marketing inventato a tavolino dalla rete. Ma andiamo per ordine.

Il caso Pandora

“Un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule, un bracciale Pandora. Secondo te quale regalo la farebbe felice?”, chiedono da qualche giorno ai passanti i cartelloni che campeggiano a Milano. Il web – e non solo – va su tutte le furie: i pubblicitari della casa danese hanno creato uno slogan sessista, anacronistico e basato su stereotipi. Il primo a scagliarsi contro Pandora è Lefanfarlo, organizzazione non profit che si occupa di “burlesque, vita e donne”: “Non potevamo crederci, ma purtroppo è tutto vero”, scrive su Facebook. “La nostra Laki Hancock ha scattato questa foto a Milano, MM1 Duomo uscita via Torino”. E conclude: “Cara PANDORA, Lefanfarlo per Natale vorrebbero soprattutto rispetto, piuttosto che un bel bracciale”.

Non è tanto il consulente che la propone, ma quanto il responsabile aziendale che approva una pubblicità così assurda e impensabile #Pandora pic.twitter.com/dtksPlhLiQ

— Gianluca Di Tommaso (@gditom) 2 dicembre 2017

L’associazione Pari o Dispare, invece, A #pandora preferisce “un buon #pandoro. Ma anche un panettone. Perché gli stereotipi proprio non fanno per noi! Siamo per un Natale (ed una comunicazione) differente!” Non mancano le voci fuori dal coro: “Solo io ho interpretato la pubblicità di Pandora come a voler dire che invece di fare un regalo brutto, puoi regalare un Pandora? Cioè è palese che il target di riferimento di questa pubblicità siano gli uomini”, sostiene Lalla.

Gli utenti, indignati, considerano la mossa pubblicitaria un #epicfail. “Il messaggio è stato frainteso”, prova a spiegarsi Pandora. “La nostra intenzione era quella di strizzare l’occhio ad alcuni stereotipi che tutte noi conosciamo in maniera ironica e giocosa, assolutamente non offensiva, con il desiderio di regalarvi un sorriso. In realtà abbiamo visto che estrapolati dal loro contesto alcuni passaggi di questa comunicazione hanno generato interpretazioni opposte al nostro intento, quindi ci scusiamo con tutte coloro che si sono sentite toccate nella loro sensibilità”. Quante donne – continua – a Natale spacchettano regali sbagliati? “Tutte insieme, quindi, diciamo no a pigiami, ciabatte e frullatori ma sì ai gioielli”.

 

L’assist a Cartier (secondo gli utenti)

Ma c’è gioiello e gioiello, è così, qualche utente più scaltro, ha aggiunto una didascalia alla pagina web del bracciale “Love” di Cartier: “E poi ragazze diciamocelo: se vi ama davvero ci regala un @cartier non Pandora”. Su Twitter gli utenti apprezzano la mossa: “Hanno vinto a mani basse”. Ma c’è anche qualcuno che l’ha bevuta e che ha già puntato il dito contro i prezzi alti dei gioielli della maison francese (il più piccolo parte dai 4.000 euro), che ooviamente non c’entra nulla. E sembra già pronto a dare inizio a una nuova battaglia. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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