ROMA – Una sciarpa bianca e una cravatta rossa su vestito scuro. Così per l’ultimo saluto è stata vestita la salma di Marco Pannella, morto ieri a Roma a 86 anni, nella sala Aldo Moro di Montecitorio dove è allestita la camera ardente. Ai fianchi della bara, rose e garofani rossi. E già in migliaia stanno sfilando per rendergli omaggio. Tra di loro anche Matteo Renzi e Laura Boldrini, l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha abbracciato Emma Bonino e il capo dello Stato Sergio Mattarella. Alle 22 poi la salma sarà trasportata nella sede del partito a largo Argentina per una veglia. Domani il funerale laico, con una cerimonia pubblica che si terrà in piazza Navona. Infine, Marco Pannella sarà sepolto a Teramo, sua città natale.

La lettera al Papa. Intanto sono state pubblicate sul sito di Famiglia Cristiana (e sul profilo Twitter del settimanale, che riportiamo sotto) le prime righe della lettera scritta a mano e inviata da Marco Pannella al Pontefice il 22 aprile scorso, dopo il viaggio  a Lesbo: “Caro Papa Francesco, ti scrivo dalla mia stanza all’ultimo piano, vicino al cielo, per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano”. La missiva si conclude con i saluti in maiuscolo: “TI VOGLIO BENE DAVVERO, TUO MARCO”. Nel post scriptum della lettera c’è un accenno alla croce di monsignor Romero, assassinato il 24 marzo 1980 a El Salvador dagli squadroni della morte mentre celebrava messa: “Ho preso in mano la croce che portava mons. Romero, e non riesco a staccarmene”. La lettera di Pannella venne al Papa da monsignor Paglia. Il 2 maggio, giorno del compleanno di Pannella, Francesco mandò in regalo il suo libro sulla Misericordia e una medaglia.Il ricordo del Dalai Lama. Dopo i numerosissimi messaggi di cordoglio arrivati da tutta la politica italiana (e non solo),oggi a ricordarlo è il Dalai Lama: “Ha espresso profondo dispiacere, si è rattristato e ha pregato per lui”, ha detto Tenzin Taklha, segretario del premio Nobel per la pace. Il leader spirituale del popolo tibetano il 14 marzo scorso aveva inviato un messaggio a Pannella nel quale esprimeva il suo dispiacere per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. “Come sai, ti considero un amico personale e un inamovibile amico del popolo tibetano di lunga data – aveva scritto nel messaggio – Ho molto apprezzato il tuo interesse e supporto per la causa tibetana, come ho avuto modo di dirti ogni volta che ne ho avuto l’occasione”.

Marco Pannella è stato tra i più longevi protagonisti della politica italiana, da sempre legato al Partito radicale che ha fondato nel 1956, fresco di laurea in Giurisprudenza all’Università di Urbino, con Ernesto Rossi, Leo Valiani, Mario Pannunzio ed Eugenio Scalfari. Nato a Teramo il 2 maggio 1930 (all’anagrafe Giacinto Pannella),è stato un appassionato sostenitore delle battaglie civili a partire dagli anni Sessanta, che ha portato avanti ispirandosi ai metodi di lotta politica nonviolenta del Mahatma Gandhi e Martin Luther King. Oltre a gesti di disobbedienza civile e scioperi della fame e della sete, che ha praticato più volte durante le storiche battaglie del Partito radicale, ha usato anche la tv (alla fine degli anni Settanta era fisso su TeleRoma 56, una delle prime televisioni private italiane pensata e ideata da Bruno Zevi e Guglielmo Arcieri) dove andava in onda in diretta per ore imbavagliandosi, urlando, incitando, discutendo con i telespettatori al telefono. Al suo fianco c’erano Giovanni Negri e Francesco Rutelli. Nel 1980, per denunciare la censura che proibiva persino il possesso di un poster del film, Teleroma 56 mandò in onda una copia arrivata dalla Francia del film Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci. L’emittente romana si impegnò anche a fianco di Enzo Tortora nella sua tragica vicenda giudiziaria. Negli stessi anni nasce anche Radio Radicale, organo ufficiale di informazione del partito, diffusa in tutto il terrotorio nazionale. Il nome di Pannella è anche legato al referendum, strumento politico che ha applicato intensamente promuovendo, nel corso di tre decenni, la raccolta di quasi cinquanta milioni di firme necessarie alla promozione delle varie campagne referendarie.
Segni: “Combattente indomabile”. Mario Segni commenta così da San Francisco: “È morto un combattente indomabile e per me un amico. Abbiamo fatto assieme le grandi battaglie per la riforma elettorale e dello stato e ci siamo scontrati almeno mille volte, ma di politici come lui ne ho conosciuti pochi. Mi mancherà e soprattutto mancherà all’italia. Ciao Marco!”.
Provato dalla malattia che dall’inizio dell’anno non gli permetteva di uscire di casa, negli ultimi mesi Marco Pannella ha ricevuto le visite di molti esponenti della politica italiana e dello spettacolo. Da quella dell’amico Vasco Rossi, che si è recato a casa sua insieme al direttore del Tg5 Clemente Mimum, a quelle di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, fino all’emozionante incontro con il guardasigilli Orlando e di alcuni detenuti del carcere di Rebibbia. Ecco gli scatti che immortalano gli ultimi saluti al leader radicale.
Bordin a Radio Radicale. Questa mattina Massimo Boldrin, storica voce di Radio Radicale, ha aperto così, dopo alcune note del Requiem di Mozart, la sua rassegna ”Stampa e regime”, interamente dedicata alla morte di Marco Pannella.