TwitterFacebookGoogle+

Papa a Philadelfia accolto da folla immensa, ultima tappa viaggio

(AGI) – Philadelphia, 26 set. – Un attimo di esitazione e il gesto di tenersi al mancorrente per non cadere salendo la scaletta dell’aereo che dal JFK di New York lo ha portato a Philadelphia, le immagini impietose dei fotoreporter e delle tv hanno immortalato quello che e’ stato – finora – l’unico passo falso di Papa Francesco in America, dove peraltro la breve e passeggera difficolta’ di questa mattina non e’ stata per nulla enfatizzata dai media. Il vescovo di Rona “chiamato quasi dalla fine del mondo” ha infatti conquistato l’intera opinione pubblica e milioni di americani seguono in queste ore le dirette che le emittenti rilanciano dalla Costa Atlantica a quella del Pacifico. Philadelphia, dove il Papa e’ arrivato questa mattina, e’ realmente “pazza per Francesco”, come testimoniano la folla radunatasi nel Parco dell’Indipendenza e lungo le vie del centro che Bergoglio percorre in jeep, ma anche le bandiere bianco gialle che sventolano ovunque e gli striscioni di benvenuto esposti sui palazzi del centro e le case basse della periferia. Mentre un imponente schieramento di polizia circonda praticamente il centro, oggi inibito alla circolazione con la creazione di un’isola pedonale che ha un perimetro di oltre 10 chilometri e un raggio di 4. Migliaia di transenne portate qui in citta’ questa volta per unire e non dividere le persone. “La storia della Chiesa in questa citta’ e in questo Stato e’ in realta’ una storia che non comprende solo la costruzione di mura, ma anche il loro abbattimento”, ha ricordato proprio oggi Papa Francesco nella Cattedrale di Philadelphia, dove ha celebrato una messa per sacerdoti, religiosi e suore della Pennsylvania. I cattolici negli Stati Uniti, ha aggiunto, hanno sempre saputo “contribuire come buoni cittadini alla vita della societa’”. Nell’omelia, il Pontefice ha espresso la sua ammirazione per l’imponenza e ricchezza artistica e storica dell’edificio sacro, dedicato ai Santi Pietro e Paolo, per poi aggiungere pero’ che la vera storia della Chiesa anche in Usa non e’ qualla raccontata dalle pietre ma quella “che ci parla di generazioni e generazioni di cattolici impegnati, che sono andati verso le periferie e hanno costruito comunita’ per il culto, l’educazione, la carita’ e il servizio della societa’ in generale”. “Tale storia – ha osservato – si vede nello sforzo di tutti quei sacerdoti, religiosi e laici che, con dedizione, per piu’ di due secoli, si sono occupati delle necessita’ spirituali dei poveri, degli immigrati, dei malati e dei carcerati. E si vede nelle centinaia di scuole in cui fratelli e sorelle religiosi hanno insegnato ai bambini a leggere e scrivere, ad amare Dio e il prossimo”. Francesco ha poi sottolineato che “una delle grandi sfide per la Chiesa in questo momento e’ far crescere in tutti i fedeli il senso di responsabilita’ personale nella missione della Chiesa, e renderli capaci di adempiere tale responsabilita’ come discepoli missionari, come fermento del Vangelo nel nostro mondo”. E come esempio concreto ha indicato la figura di santa Caterina Drexel, la cui vita, ha detto, “fu cambiata da un colloquio con Papa Leone XIII sulle necessita’ delle missioni, nel quale, quel Papa molto saggio – le domando’ intenzionalmente: ‘E tu? Che cosa farai?'”. All’epoca la donna, una semplice laica, aveva appena 23 anni e da li’ inizio’ la sua straordinaria opera missionaria. “Quanti giovani – ha esclamato oggi Francesco – nelle nostre parrocchie e scuole hanno i medesimi alti ideali, generosita’ di spirito, e amore per Cristo e la Chiesa!”. Questi giovani, si e’ chiesto il Papa, “li mettiamo alla prova? Diamo loro spazio e li aiutiamo a realizzare il loro compito? Troviamo il modo di condividere il loro entusiasmo e i loro doni con le nostre comunita’, soprattutto nella pratica delle opere di misericordia e nell’attenzione agli altri? Condividiamo la nostra gioia e il nostro entusiasmo nel servizio al Signore?”. Per Francesco, anche oggi come allora e’ necessaria alla Chiesa “creativita’ per adattarsi al mutare della situazioni, trasmettendo l’eredita’ del passato, non solo attraverso il mantenimento delle strutture e delle istituzioni, che sono utili, ma soprattutto aprendosi alle possibilita’ che lo Spirito ci fa scoprire e mediante la comunicazione della gioia del Vangelo, tutti i giorni e in tutte le fasi della nostra vita”. Il Papa, infine, ha ricordato la ragione della sua visita, cioe’ la partecipazione all’Incontro Mondiale delle Famiglie. “Si sta facendo tanto – ha rilevato nell’omelia rivolta ai consacrati della Pennsylvania – per rispondere alle necessita’ delle famiglie e sostenerle nel loro cammino di fede. Vi chiedo di pregare ferventemente per esse, come pure per le decisioni del prossimo Sinodo sulla famiglia”. Dopo Philadelphia sara’ Dublin tra tre anni ad ospitare l’Incontro Mondiale delle Famiglie. E la presenza del Papa all’appuntamento irlandese e’ considerata molto probabile. (AGI)
Vai sul sito di AGI.it

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.