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Papa: bisogna imparare dai poveri preziosi insegnamenti su amore

(AGI) – CdV, 28 apr. – Bisogna imparare dai poveri e dai meno fortunati. Sono loro che trasmettono “preziosi insegnamenti sull’amore, sul bisogno dell’altro, sulla solidarieta’, su come nelle difficolta’ si trova l’amore del Padre”. Lo ribadisce Papa Francesco in un videomessaggio inviato ai partecipanti alla serata “Se non fosse per te”, spettacolo che sara’ rappresentato questa sera al Teatro Brancaccio dagli ospiti dei centri di accoglienza della Caritas della Diocesi di Roma. “Chi mai pensa che un senza dimora sia una persona da cui imparare? Chi pensa che possa essere un santo?”, afferma Bergoglio che si dice compiaciuto “del coraggio” degli ospiti della Caritas che in questo spettacolo parleranno di “esperienze vere, difficili, di abbandono ed emarginazione da voi stessi vissute”, sottolinea. “Questa iniziativa teatrale parla del vostro amore per i figli, per i genitori, per la vita, per Dio. Sono contento – aggiunge Papa Francesco -, di essere in questo modo tra voi, per compiacermi del vostro coraggio, per dirvi di non perdere la fiducia e la speranza. Dio ci vuole bene, vuole bene a tutti!” “La modalita’ con cui parlate alla citta’ – sottolinea – la reputo un’occasione di dialogo e di scambio significativo. Voi in cattedra, mettendo in mostra capacita’ nascoste, aiutati da professionisti esperti che hanno saputo guidare voi attori per far affiorare le risorse e le potenzialita’ di ciascuno di voi, e gli altri in ascolto, e – ne sono sicuro – meravigliati per le ricchezze che sono offerte. Chi mai pensa che un senza dimora sia una persona da cui imparare? Chi pensa che possa essere un santo?”. Invece questa sera “sarete voi a fare del palcoscenico un luogo da cui trasmetterci preziosi insegnamenti sull’amore, sul bisogno dell’altro, sulla solidarieta’, su come nelle difficolta’ si trova l’amore del Padre. La poverta’ e’ il grande insegnamento che ci ha dato Gesu’ quando scese nelle acque del Giordano per essere battezzato da Giovanni il Battista. Non lo ha fatto per bisogno di penitenza, di conversione; lo ha fatto per mettersi in mezzo alla gente, la gente bisognosa di perdono, in mezzo a noi peccatori, e caricarsi del peso dei nostri peccati. E’ questa la via che ha scelto per consolarci, salvarci, liberarci dalla nostra miseria. Cio’ che ci da’ vera liberta’, vera salvezza e vera felicita’ e’ il suo amore di compassione, di tenerezza e di condivisione. Il Buon Samaritano che raccoglie noi, malmenati dai briganti”. (AGI) .
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