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Papa: con Fidel piu' di mezz'ora Gremita Plaza de la Revolucion

(AGI) – L’Avana, 20 set. – Papa Francesco si e’ recato a casa di Fidel Castro, una residenza dove vi sono molte attrezzature sanitarie per assistere l’anziano presidente. Il colloquio e’ durato tra i 30 e i 40 minuti, era presente la moglie di Fidel e sono stati toccati in particolari i temi ambientali affrontati nell’Enciclica “Laudato si'”, della quale il Pontefice ha donato una copia. Si e’ trattato, ha detto Lombardi, di “un incontro familiare e informale”, ad un certo punto aperto anche ad altri componenti della famiglia Castro. “Da parte vaticana c’era il nunzio, monsignor Giorgio Lingua”, ha precisato il portavoce che invece non ha assistito alla visita mentre era presente nel 2012 all’incontro tra Fidel e Papa Benedetto XVI nella nunziatura dell’Avana. “In quell’occasione, il comandante Castro aveva chiesto a Benedetto alcuni libri che gli interessavano e cosi’ – ha spiegato padre Lombardi – Francesco ha portato alcuni volumi oltre all’enciclica e all’esortazione apostolica “Evangelii gaudium”, in particolare due libri di Alessandro Pronazato, sacerdote piemontese noto come autore di spiritualita, e cioe’ ‘Vangeli scomodi’ e ‘La nostra bocca si apri’ al sorriso’, che affronta il tema dello humor nella vita cristiana. Inoltre un libro ed un dvd dedicati a padre Armando Llorente, il gesuita che fu insegnante di Castro. E se nel 2012 al centro dell’incontro c’erano le domande di Fidel a Benedetto, questa volta Castro ha offerto a Francesco le proprie risposte, contenute in un libro-intervista del 1977 firmato dal domenicano brasiliano Fri Betto: “Fidel e la religione”. Un dono arrichhito dalla dedica di Castro: “Per il Papa Francesco in occasione della sua visita Cuba, con l’ammirazione e il rispetto del popolo cubano”.

 

Una folla immensa ha accolto Papa Francesco nella Plaza de la Revolucion, “Jose’ Marti'”. Gia’ in precedenza avevano presieduto le adunanze Eucaristiche Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Sui palazzi che limitano la piazza ci sono i volti di Che Guevara, Fidel, e una gigantografia del Signore misericordioso. Alle spalle dell’altare un manifesto raffigura Madre Teresa di Calcutta, la madre dei poveri e degli ultimi. La Piazza e’ un luogo fortemente simbolico del Paese, e’ stata teatro di grandi adunanze, e puo’ contenere circa 600 mila persone. Jose’ Marti’, padre dell’indipendenza cubana, e’ stato anche un grande poeta oltre che militante contro l’occupazione spagnola di Cuba. Qui Fidel diede al popolo cubano la notizia dell’uccisione del Che da parte dei militari della giunta di La Paz, che si erano fatti sicari della Cia in Bolivia l’8 ottobre 1967 (ma il corpo fu mostrato solo il giorno dopo, e l’immagine ricorda il Cristo del Mantegna).

“Lontano da ogni tipo di elitarismo, l’orizzonte di Gesu’ non e’ per pochi privilegiati”. Papa Francesco lo ha voluto ricordare nella Plaza de la Revolucion. Alla domanda “Chi e’ il piu’ importante?” che i discepoli si rivolgevano nella liturgia di oggi, quella di Gesu’ e’ “una risposta semplice: ‘se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”. Ma attenzione, ha ammonito il Pontefice “dobbiamo guardarci, dalla tentazione del ‘servizio’ che ‘si serve'”. “Esiste – infatti – una forma di esercizio del servizio che ha come interesse il beneficiare i ‘miei’, in nome del ‘nostro’. Questo servizio lascia sempre fuori i “tuoi”, generando una dinamica di esclusione. “La vita autentica – ha spiegato alla folla immensa dei fedeli – si vive nell’impegno concreto con il prossimo. Cosi’ “Gesu’ sconvolge la logica” dei discepoli di allora che “e’ anche la nostra” di oggi.

Riconciliazione con Usa sia da esempio al mondo – “Credo che oggi il mondo sia assetato di pace”: Papa Francesco ha negli occhi “le guerre, i migranti, l’ondata migratoria di persone che fuggono dalle guerre, che fuggono dalla morte” mentre in aereo arriva a Cuba.

 

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  “Abbiamo apprezzato il suo sostegno al dialogo tra gli Stati Uniti e Cuba”, gli ha detto Raul Castro sottolinenando che “il ripristino delle relazioni diplomatiche e’ stato un primo passo nel processo verso la normalizzazione dei rapporti tra i due paesi che richiederanno la risoluzione dei problemi e riparazione delle ingiustizie”. “L’ambargo – ha scandito – ha causato danni umani e le difficolta’ per le famiglie cubane: e’ crudele , immorale e illegale. E’ necessario rimuoverlo”.

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