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Papa: divorziati non sempre in peccato,si valuti caso per caso

CdV – “Non e’ piu’ possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”. Lo scrive Papa Francesco nella sua Esortazione Apostolica “Amoris letitiae” che, tirando le fila dei due sinodi sulla famiglie, apre alla possibilita’ di concedere caso per caso a divorziati risposati e conviventi i sacramenti e la facolta’ di essere lettori e catechisti. Nello stesso documento, ribadisce la contrarietà della Chiesa alle unioni civili, ma riconosce “la varietà di situazioni familiari che possono offrire una certa regola di vita”.

Per Francesco, ad impedire l’ammissione ai sacramenti e’ unicamente il fatto di trovarsi in peccato mortale, e questo “non puo’ essere valutato solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni ‘irregolari’, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone”. Ugualmente, il documento firmato dal Papa il 19 marzo invita a “discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate”. Infatti, sottolinea il Papa, “un giudizio negativo su una situazione oggettiva non implica un giudizio sull’imputabilita’ o sulla colpevolezza della persona coinvolta”. “Nel contesto di queste convinzioni, considero molto appropriato – continua Bergoglio – quello che hanno voluto sostenere molti Padri sinodali” per i quali “in determinate circostanze le persone trovano grandi difficolta’ ad agire in modo diverso”. E “il discernimento pastorale, pur tenendo conto della coscienza rettamente formata delle persone, deve farsi carico di queste situazioni” considerando che “le conseguenze degli atti compiuti non sono necessariamente le stesse in tutti i casi”.

Nell’Esortazione di 260 pagine, suddivisa in 9 capitoli e 325 paragrafi, Papa Francesco affronta temi critici come divorzi e omosessualità, unioni civili e contraccezione, e osserva che i dibattiti, “perfino tra i ministri della Chiesa”, vanno “da un desiderio sfrenato di cambiare tutto senza sufficiente riflessione o fondamento, all’atteggiamento che pretende di risolvere tutto applicando normative generali o traendo conclusioni eccessive da alcune riflessioni teologiche”. Il Pontefice invita al discernimento al valutare caso per caso e cita san Tommaso d’Aquino: “quanto più si scende nelle cose particolari, tanto più si trova indeterminazione”.

Anche sull’omosessualità interviene Bergoglio: “le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio”. Papa Francesco con due righe del nuovo documento ribadisce la tradizionale contrarietà cattolica alle leggi sulle unioni civili ma al tempo stesso ne svelenisce il tono aggiungendo poi: “dobbiamo riconoscere la grande varieta’ di situazioni familiari che possono offrire una certa regola di vita”. 
Il Papa, dunque, si mostra realista ed ammette: “non si avverte più con chiarezza che solo l’unione esclusiva e indissolubile tra un uomo e una donna svolge una funzione sociale piena, essendo un impegno stabile e rendendo possibile la fecondita’”. Con piu’ forza nella sua Esortazione Apostolica si scaglia poi contro “l’ideologia, genericamente chiamata gender, che nega la differenza e la reciprocita’ naturale di uomo e donna. E prospetta una societa’ senza differenze di sesso” svuotando “la base antropologica della famiglia”.

“Questa ideologia – denuncia Francesco – induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identita’ personale e un’intimita’ affettiva radicalmente svincolate dalla diversita’ biologica fra maschio e femmina. L’identita’ umana viene consegnata ad un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo”. Secondo il Papa “e’ inquietante che alcune ideologie di questo tipo, che pretendono di rispondere a certe aspirazioni a volte comprensibili, cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini. Non si deve ignorare che “sesso biologico (sex) e ruolo sociale-culturale del sesso (gender), si possono distinguere, ma non separare”. D’altra parte, “la rivoluzione biotecnologica nel campo della procreazione umana ha introdotto la possibilita’ di manipolare l’atto generativo, rendendolo indipendente dalla relazione sessuale tra uomo e donna. In questo modo, la vita umana e la genitorialita’ sono divenute realta’ componibili e scomponibili, soggette prevalentemente ai desideri di singoli o di coppie”. Una cosa e’ comprendere la fragilita’ umana o la complessita’ della vita, altra cosa e’ accettare ideologie che pretendono di dividere in due gli aspetti inseparabili della realta’. Non cadiamo nel peccato di pretendere di sostituirci al Creatore. Siamo creature, non siamo onnipotenti. Il Creato ci precede e dev’essere ricevuto come dono. Al tempo stesso – avverte il Papa – siamo chiamati a custodire la nostra umanita’, e cio’ significa anzitutto accettarla e rispettarla come e’ stata creata.(AGI)

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