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Papa Francesco: “Riflettiamo sulla possibilità di ordinare sacerdoti gli uomini sposati”

In un’intervista al settimanale tedesco Die Zeit: “La scarsità di vocazioni è un problema da affrontare, ma la soluzione non è abolire il celibato obbligatorio”

di PAOLO RODARI –
10 marzo 2017 –
Papa Francesco: “Riflettiamo sulla possibilità di ordinare sacerdoti gli uomini sposati”

CITTÀ DEL VATICANO. Occorre riflettere sui ‘viri probati’, uomini sposati di provata fede a cui affidare alcune funzioni sacerdotali così da affrontare la scarsità di vocazioni che colpisce alcune zone del mondo. Tuttavia, la riflessione deve partire dal presupposto che il celibato obbligatorio non va abolito.

Così Papa Francesco, in un’intervista al settimanale tedesco Die Zeit, interviene sull’annoso tema della scarsità di preti nel mondo, confidando che la riflessione sui ‘viri probati’ deve esserci, per arrivare a stabilire “quali compiti possano assumere, ad esempio in comunità isolate”. Perché la Chiesa deve sempre “riconoscere il momento giusto nel quale lo Spirito chiede qualcosa”.

Ma le sorpese di Francesco non finiscono qui. È di questa sera l’annuncio del Papa di voler scegliere il nome del nuovo vescovo vicario di Roma al posto del cardinale Agostino Vallini soltanto dopo aver sentito il parere di chiunque lo desideri, preti e anche fedeli laici. Nell’incontro avvenuto in Vicariato con i parroci prefetti, infatti, Bergoglio ha chiesto una collaborazione di tutti “nella preghiera”. Chiunque lo desidera, sacerdoti ma anche fedeli, potranno scrivergli per indicare problemi ed esigenze della diocesi e anche il profilo del nuovo vicario. Chi vorrà potrà anche indicare un nome. Le lettere sono attese in Vicariato entro il 12 aprile, segno che la decisione finale non è lontana, probabilmente entro la prossima estate.

Anche del problema dei “viti probati” il confronto interno è aperto. E anche su di essi il papa deciderà dopo aver sentito il parere di tutti. Finora, tutte le proposte di abolizione del celibato obbligatorio sono state respinte. E anche se nelle chiese ortodosse orientali e bizantine il celibato si applica soltanto ai vescovi, Papa Francesco, almeno per ora, non sembra ritenere che la sua abolizione sia la soluzione: “Il Signore ci ha detto: ‘Pregate’ – ha spiegato -. È questo che manca, la preghiera. E manca il lavoro con i giovani che cercano orientamento”. Un lavoro ‘difficile’, ma ‘necessario’, perché “i giovani lo chiedono”.

In ogni caso, pur senza intaccare il celibato, non si può escludere che in futuro la Chiesa non trovi proprio nei ‘viri probati’ la soluzione al problema del numero delle vocazioni. I ‘viri probati’, infatti, sarebbero scelti per guidare piccole comunità cristiane generalmente in zone disperse o poco accessibili. A loro sarebbe affidato un ruolo simile a quello del prete. Quali saranno esattamente le loro funzioni è tuttavia tutto ancora da decidere e da discutere. Fino a dove, cioè, potranno svolgere i compiti propri del sacerdote resta a oggi ancora da definire.

Due anni fa fu il vescovo di origine austriaca Erwin Kraütler, attualmente responsabile della prelatura di Xingu, la più estesa del Brasile, a chiedere al Papa di esaminare la questione dei ‘viri probati’. Kraütler rilasciò poi un’intervista al Salzburger Nachrichten, in cui lamentava la difficoltà di recare assistenza spirituale in un territorio sconfinato di 700mila fedeli e 800 comunità con soli 27 sacerdoti. Qui le comunità religiose possono celebrare l’eucaristia solamente due o tre volte l’anno e amministrare i sacramenti fondamentali del cammino cristiano solo in occasione delle rare visite dei preti.

Più di dieci anni fa, il cardinale Claudio Hummes, arcivescovo emerito di San Paolo e allora prefetto della Congregazione del clero, aveva portato avanti la discussione sui ‘viri probati’, ma con scarsi risultati. E nel 2006 aveva anche dichiarato a un giornale brasiliano che “il celibato è una disciplina, non un dogma della Chiesa”. E ancora: “Sappiamo per certo che molti degli apostoli erano sposati. La chiesa moderna deve tener conto di questo aspetto se vorrà essere al passo con la storia”.

Oggi Hummes è uno dei cardinali più vicini a Bergoglio, ma è difficile dire se l’amicizia fra i due possa portare presto a una svolta. Entrambi conoscono bene la situazione delle diocesi e comunità più lontane e più di una volta Papa Francesco ha citato come lodevole quanto accade in Messico. Qui più di 300 diaconi collaborano nelle pratiche di assistenza spirituale, con l’unico vincolo di non poter celebrare la messa la domenica con i fedeli. Sono diaconi sposati, che hanno già ricevuto una prima consacrazione e che essere chiamati al sacerdozio attraverso una sorta di ‘aggiornamento’ della consacrazione.

http://www.repubblica.it/vaticano/2017/03/10/news/francesco_riflettiamo_sulla_possibilita_di_ordinare_sacerdoti_uomini_sposati-160227473/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P2-S1.4-T1

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