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Papa, ipocrita dirsi cristiani e cacciare i rifugiati

CdV – “E’ ipocrisia cacciare via un rifugiato. Se mi dico cristiano e caccio un rifugiato io sono ipocrita”. Papa Francesco torna a sferzare l’Occidente: sono ipocriti “tutti quelli che vogliono difendere il cristianesimo e sono contro i rifugiati e le altre religioni. Il peccato che Gesù condanna di più è l’ipocrisia – dice in occasione della 103esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che sarà celebrata domenica 15 gennaio –  non si può essere cristiano senza vivere come cristiano, senza praticare le beatitudini quello che Gesù ci insegna il Vangelo”. Parole rivolte da Francesco ai giovani protestanti e cattolici della Sassonia, riuniti in Aula Nervi. Ragazze e ragazzi che il Pontefice ha messo in guardia contro l’ipocrisia e il proselitismo, ovvero “il veleno più forte contro il cammino ecumenico”. “Tu – ha detto il Papa rispondendo a un ragazzo – devi dare testimonianza della tua vita cristiana. La testimonianza inquieta il cuore di quelli che ti vedono. Da questa inquietudine nasce la domanda: ‘ma perché quest’uomo e questa donna vivono così?'”. 

Nel messaggio per la Giornata, che ha per tema “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”, Bergoglio attacca “la corsa sfrenata verso guadagni rapidi e facili” che “comporta anche lo sviluppo di aberranti piaghe come il traffico di bambini, lo sfruttamento e l’abuso di minori“. Bergoglio cita in proposito le parole più dure del Vangelo: “Chi scandalizzera? uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare”. “Come non pensare – si domanda il Papa – a questo severo monito considerando lo sfruttamento esercitato da gente senza scrupoli a danno di tante bambine e tanti bambini avviati alla prostituzione o presi nel giro della pornografia, resi schiavi del lavoro minorile o arruolati come soldati, coinvolti in traffici di droga e altre forme di delinquenza, forzati alla fuga da conflitti e persecuzioni, col rischio di ritrovarsi soli e abbandonati?”. In tal modo, rileva con angoscia Bergoglio, i minori migranti finiscono facilmente nei livelli più bassi del degrado umano, dove illegalità e violenza bruciano in una fiammata il futuro di troppi innocenti, mentre la rete dell’abuso dei minori è dura da spezzare”.

Nel suo documento, inoltre, Francesco sottolinea che “la condizione dei migranti minorenni è ancora più grave quando si trovano in stato di irregolarità o quando vengono assoldati dalla criminalità organizzata”. In questi casi, scrive ancora il Papa, “essi sono spesso destinati a centri di detenzione. Non è raro, infatti, che vengano arrestati e, poiché non hanno denaro per pagare la cauzione o il viaggio di ritorno, possono rimanere per lunghi periodi reclusi, esposti ad abusi e violenze di vario genere”. Secondo Francesco, “il diritto degli Stati a gestire i flussi migratori e a salvaguardare il bene comune nazionale deve coniugarsi con il dovere di risolvere e di regolarizzare la posizione dei migranti minorenni, nel pieno rispetto della loro dignità e cercando di andare incontro alle loro esigenze, quando sono soli, ma anche a quelle dei loro genitori, per il bene dell’intero nucleo familiare”. “Resta poi fondamentale – conclude il documento pubblicato oggi – l’adozione di adeguate procedure nazionali e di piani di cooperazione concordati tra i Paesi d’origine e quelli d’accoglienza, in vista dell’eliminazione delle cause dell’emigrazione forzata dei minori”.

“TROPPI BAMBINI INVISIBILI SENZA NOME NE’ VOLTO”
“Tra i migranti, i fanciulli costituiscono il gruppo più vulnerabile perché mentre si affacciano alla vita, sono invisibili e senza voce: la precarietà li priva di documenti, nascondendoli agli occhi del mondo; l’assenza di adulti che li accompagnano impedisce che la loro voce si alzi e si faccia sentire”. Lo afferma Papa Francesco nel messaggio per la Giornata Mondiale dei migranti e rifugiati pubblicato oggi. “Mi sta a cuore – scrive Papa Francesco – richiamare l’attenzione sulla realtà dei migranti minorenni, specialmente quelli soli, sollecitando tutti a prendersi cura dei fanciulli che sono tre volte indifesi perché minori, perché stranieri e perché inermi, quando, per varie ragioni, sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari”. Bergoglio sottolinea che “le migrazioni, oggi, non sono un fenomeno limitato ad alcune aree del pianeta, ma toccano tutti i continenti e vanno sempre più assumendo le dimensioni di una drammatica questione mondiale. Non si tratta solo di persone in cerca di un lavoro dignitoso o di migliori condizioni di vita, ma anche di uomini e donne, anziani e bambini che sono costretti ad abbandonare le loro case con la speranza di salvarsi e di trovare altrove pace e sicurezza”. Secondo Francesco, “sono in primo luogo i minori a pagare i costi gravosi dell’emigrazione, provocata quasi sempre dalla violenza, dalla miseria e dalle condizioni ambientali, fattori ai quali si associa anche la globalizzazione nei suoi aspetti negativi”.

“CRISI ECONOMICA TAGLIA AIUTI A BIMBI INDIFESI”
“La scarsità di risorse finanziarie diventa impedimento all’adozione di adeguate politiche di accoglienza, di assistenza e di inclusione – ha denunciato ancora Bergoglio – di conseguenza, invece di favorire l’inserimento sociale dei minori migranti, o programmi di rimpatrio sicuro e assistito, si cerca solo di impedire il loro ingresso, favorendo così il ricorso a reti illegali; oppure essi vengono rimandati nel Paese d’origine senza assicurarsi che ciò corrisponda al loro effettivo ‘interesse superiore'”. .Il Papa rivolge “a tutti un accorato appello” affinche si cerchino e si adottino “soluzioni durature” per la protezione dei minori migranti, “un fenomeno complesso da affrontare alla radice”. “Guerre, violazioni dei diritti umani, corruzione, povertà, squilibri e disastri ambientali fanno parte – osserva – delle cause del problema”. I bambini, afferma il Papa, “sono i primi a soffrirne, subendo a volte torture e violenze corporali, che si accompagnano a quelle morali e psichiche, lasciando in essi dei segni quasi sempre indelebili. E’ assolutamente necessario, pertanto, affrontare nei Paesi d’origine le cause che provocano le migrazioni”. Secondo Francesco, “tutto questo esige, come primo passo, l’impegno dell’intera Comunità internazionale a estinguere i conflitti e le violenze che costringono le persone alla fug”a. Inoltre, “si impone una visione lungimirante, capace di prevedere programmi adeguati per le aree colpite da più gravi ingiustizie e instabilità, affinché a tutti sia garantito l’accesso allo sviluppo autentico, che promuova il bene di bambini e bambine, speranze dell’umanità”. Per Francesco “è necessario, pertanto, che gli immigrati, proprio per il bene dei loro bambini, collaborino sempre più strettamente con le comunità che li accolgono”. “Con tanta gratitudine – confida il Papa – guardiamo agli organismi e alle istituzioni, ecclesiali e civili, che con grande impegno offrono tempo e risorse per proteggere i minori da svariate forme di abuso. E’ importante che si attuino collaborazioni sempre più efficaci e incisive, basate non solo sullo scambio di informazioni, ma anche sull’intensificazione di reti capaci di assicurare interventi tempestivi e capillari. Senza sottovalutare che la forza straordinaria delle comunità ecclesiali si rivela soprattutto quando vi e’ unità di preghiera e comunione nella fraternità”. Francesco chiede dunque di “lavorare per l’integrazione dei bambini e dei ragazzi migranti”. Essi – ricorda infine – dipendono in tutto dalla comunità degli adulti”. (AGI) 

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