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Papa: la Chiesa non abbia paura dei cambiamenti, si apra

Papa: la Chiesa non abbia paura dei cambiamenti, si apra(AGI) – CdV, 13 ott. – “Aprirsi alle sorprese di Dio, non chiudersi ai segni dei tempi”. Lo ha chiesto Papa Francesco nell’omelia di oggi alla Domus Santa Marta. La raccomandazione del Papa – in coincidenza con il Sinodo Straordinario che sta segnando una svolta della Chiesa Cattolica riguardo alla pastorale familiare, nella direzione di una “conversione pastorale” – e’ stata cioe’ di “non rimanere attaccati alle proprie idee, ma camminare con il Signore trovando sempre cose nuove”.

Francesco e’ partito dall’episodio evangelico di Gesu’ che parla ai dottori della legge che gli chiedono un segno e li definisce “generazione malvagia” e risponde loro che non sono capaci di “vedere i segni dei tempi”. “Perche’ questi dottori della legge non capivano i segni del tempo e chiedevano un segno straordinario (Gesu’ gliel’ha dato dopo), perche’ non capivano?”, si e’ chiesto il Papa. “Prima di tutto – ha risposto – perche’ erano chiusi. Erano chiusi nel loro sistema, avevano sistemato la legge benissimo, un capolavoro. Tutti gli ebrei sapevano che cosa si poteva fare, che cosa non si poteva fare, fino a dove si poteva andare. Era tutto sistemato. E loro erano sicuri”.

Per loro, ha aggiunto, erano “cose strane” quelle che faceva Gesu’, come il suo “andare con i peccatori, mangiare con i pubblicani”. Questa condotta di Gesu’ “non piaceva”, per loro lasciarsi avvicinare dai peccatori “era pericoloso; era in pericolo la dottrina, quella dottrina della legge, che loro, i teologi, avevano fatto nei secoli”. Il Papa ha riconosciuto che l’intenzione era positiva: la legge, ha assicurato, “l’avevano fatta per amore, per essere fedeli a Dio”. Pero’ “erano chiusi li'”, e “semplicemente avevano dimenticato la storia. Avevano dimenticato che Dio e’ il Dio della legge, ma e’ il Dio delle sorprese”. D’altro canto, ha ricordato infine Francesco, “anche al suo popolo, Dio ha riservato sorprese tante volte” come quando li ha salvati “dalla schiavitu’ d’Egitto”.

Insomma, si tratta di fidarsi di Dio, anche quando guardiamo a cambiamenti della Chiesa che forse non avevamo previsto. “Se la legge non porta a Gesu’ Cristo – e’ stato il ragionamento di Papa Francesco – non ci avvicina a Gesu’ Cristo, e’ morta. E per questo Gesu’ li rimprovera di essere chiusi, di non essere capaci di conoscere i segni dei tempi, di non essere aperti al Dio delle sorprese”. “E questo – ha osservato il Pontefice – deve farci pensare: io sono attaccato alle mie cose, alle mie idee, chiuso? O sono aperto al Dio delle sorprese? Sono una persona ferma o una persona che cammina? Io credo in Gesu’ Cristo, credo che il cammino vada avanti verso la maturita’, verso la manifestazione di gloria del Signore? Io sono capace di capire i segni dei tempi ed essere fedele alla voce del Signore che si manifesta in essi?”.

“Possiamo farci oggi queste domande e chiedere al Signore – ha dunque suggerito Bergoglio – un cuore che ami la legge, perche’ la legge e’ di Dio; che ami anche le sorprese di Dio e che sappia che questa legge santa non e’ fine a se stessa ma e’ in cammino”. “E’ una pedagogia – ha poi concluso – che ci porta a Gesu’ Cristo, all’incontro definitivo, dove ci sara’ questo grande segno del Figlio dell’uomo”. (AGI)

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