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Papa, non dire "non do' elemosina perche' si ubriacano"

CdV – “Quanta gente giustifica se stessa quando non da’ l’elemosina dicendo ‘andra’ a comprare vino per ubriacarsi’. Ma se lui si ubriaca e’ perche’ non ha altro da fare. E tu cosa fai di nascosto? E tu sei giudice di quel povero uomo?”. Sono parole di Papa Francesco nella catechesi all’Udienza Giubilare di oggi. Il Papa ha ricordato il consiglio di Gesu’ sull’elemosina: “che la tua mano destra non sappia quel che fa la sinistra”. “Ognuno – ha sottolineato – puo’ domandare a se stesso: ‘sono capace di fermarmi e guardare negli occhi la persona che mi sta chiedendo aiuto?
L’elemosina non e’ una semplice moneta offerta in fretta senza guardare le persone”. Francesco ha pero’ aggiunto che bisogna saper “distinguere tra i poveri e le varie forme di accattonaggio che non rendono un buon servizio ai veri poveri”. “L’elemosina – ha spiegato Bergoglio ai 50mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro – e’ un gesto di amore che si rivolge a quanti incontriamo; e’ un gesto di attenzione sincera a chi si avvicina a noi e chiede il nostro aiuto, fatto nel segreto dove solo Dio vede e comprende il valore dell’atto compiuto”. E qui il Papa ha ripetuto il racconto delle cotolette donate da alcuni bambini ad un povero:
“una mamma aveva tre figli di sei, cinque e tre anni piu’ o meno e sempre insegnava loro che si doveva dare elemosina. Un giorno mentre ognuno stava mangiando quello che dalle mie parti si chiama un filetto alla milanese, cioe’ una fettina impanata, bussa un povero che chiede da mangiare. ‘Cosa facciamo?’, chiede la mamma ai bambini. E loro: ‘diamogli da mangiare’. Allora la madre suggerisce a ciascuno: ‘prendi la meta’ del tuo filetto e dagliela’. ‘No, mamma! Diamogli qualcos’altro’, rispondono i piccoli. Ma la madre taglia una parte da ciascuna porzione per fare due panini”. Quindi Francesco ha tratto l amorale dall’episodio: “ai poveri dai del tuo, di quello che ti costa. Questo e’ coinvolgersi con il povero: mi privo di qualcosa di me per darla a te”.
“Genitori – ha poi scandito il Papa – insegnate ai figli ad essere generosi con quello che hanno. Facciamo nostre allora – ha poi concluso – le parole dell’apostolo Paolo: ‘In tutte le maniere vi ho mostrato che i deboli si devono soccorrere’. Lavorando cosi’, ricordando le parole del Signore Gesu’, che disse: ‘Si e’ piu’ beati nel dare che nel ricevere!'”. (AGI)
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