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Papa: non sono una star, chiamatemi "servo dei servi di Dio"

(AGI) – CdV, 28 set. – “La sfida della Chiesa di oggi e’ quella di sempre: essere vicina al popolo degli Stati Uniti, non staccata dal popolo, ma vicina. E questa e’ una sfida che la Chiesa degli Stati Uniti ha capito bene”. Lo ha affermato Papa Francesco nella conversazione con i giornalisti durante il volo da Philadelphia a Roma. “Lo sa qual e’ il titolo del Papa? Servo dei servi di Dio. E’ un po’ differente dalla star”, ha poi risposto a una domanda sullo straordinario successo ottenuto nel suo decimo viaggio internazionale. “Le stelle – ha spiegato – sono belle da guardare, a me piace guardarle quando il cielo e’ sereno, ma il Papa deve essere il servo dei servi di Dio. C’e’ anche un’altra verita’: quante star abbiamo visto che poi si spengono e cadono. Invece essere servo dei servi questo e’ bello, non passa”. Ai giornalisti il Papa ha ricordato che per lui quella negli Stati Uniti ha rappresentato “la prima visita, non ero mai stato qui”. “Mi ha sorpreso – ha confidato – il calore della gente, tanto amabile, una cosa bella, e anche le differenze tra Washington, con un’accoglienza calorosa, ma un po’ piu’ formale. A New York, un po’ straripante, a Filadelfia molto espressiva. Tre modalita’ diverse di accoglienza. Sono molto colpito dalla bonta’ e dall’accoglienza e nelle cerimonia religiose anche dalla pieta’, si vedeva pregare la gente. Grazie a Dio e’ andato tutto bene, nessuna provocazione, nessun insulto, nessuna cosa brutta. La sfida: dobbiamo continuare a lavorare con questo popolo credente come abbiamo lavorato fino adesso, accompagnando il popolo nella crescita, nelle sue cose belle e nelle sue difficolta’, nella gioia e nei momenti brutti, quando non c’e’ lavoro, nella malattia. Rispondendo ai giornalisti, il Papa ha anche precisato che non si sente piu’ “potente” dopo questi bagni di folla. “Io – ha spiegato – non so se ho avuto successo o no, ma ho paura di me stesso, perche’ se ho paura di me stesso mi sento sempre debole nel senso di non avere potere. Il potere e’ una cosa passeggera, oggi c’e’, domani non c’e’. E’ importante se tu col potere puoi fare bene. Gesu’ ha definito il potere: il vero potere e’ servire, fare i servizi piu’ umili. Io devo ancora andare avanti in questo cammino del sevizio perche’ sento che non faccio tutto quello che dovrei fare”. “Devo essere sincero – ha concluso – quando l’aereo parte dopo una visita, mi vengono alla mente gli sguardi di tanta gente e mi viene una voglia di pregare per loro e dire al Signore: io sono venuto qui per fare del bene, forse ho fatto del male, perdonami. Ma custodisci tutta quella gente che mi ha guardato, che ha sentito cio’ che ho detto, anche quelli che mi hanno criticato”. .
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