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Papa: pedofilia preti atto gravissimo. Colpevole chi ha coperto

(AGI) – CdV, 28 set. – La pedofilia e’ un crimine diffuso in molti ambienti, ma quando ad abusare di un minora sono i preti la cosa e’ ancora piu’ brutta, “quasi un sacrilegio”, e puo’ avere conseguenze peggiori sulla vita della vittima. Parola di Papa Francesco. “Gli abusi – ha detto nella conferenza stampa tenuta in aereo tornando da Philadelphia – avvengono dappertutto: in famiglia, nel vicinato, nelle scuole, nelle palestre. Ma quando un sacerdote commette un abuso, e’ gravissimo perche’ la vocazione del sacerdote e’ di far crescere quel bambino o quella ragazza verso l’amore di Dio, verso la maturita’ affettiva verso il bene. Invece di fare questo, lo ha schiacciato con il male e ha tradito la vocazione, la chiamata del Signore”. “Nella Chiesa – ha tenuto a riaffermare Bergoglio – sono colpevoli anche quelli che hanno coperto, anche alcuni vescovi che hanno coperto. E’ una cosa bruttissima e le parole di conforto ai vescovi non significano: state tranquilli non e’ niente. Ma e’ dire invece: e’ stato molto brutto, mi immagino che abbiate pianto tanto”. “A Washington – ha confidato il Pontefice ai giornalisti che viaggiavano con lui – ho parlato a tutti i vescovi degli Stati Uniti. Ho sentito il bisogno di esprimere la compassione perche’ e’ accaduta una cosa bruttissima, e tanti di loro hanno sofferto, perche’ non sapevano e quando la cosa e’ scoppiata hanno sofferto tanto: sono uomini di Chiesa, di preghiera, veri pastori. Usando una parola dell’Apocalisse ho detto loro: so che state venendo dalla grande tribolazione. Quello che e’ accaduto e’ una grande tribolazione. Poi c’e’ quello che ho detto al gruppo di persone abusate: e’ stato quasi un sacrilegio!”. In aereo, il Papa ha toccato anche il tema delicato del perdono. “Ci sono tanti sacerdoti che non hanno chiesto perdono per gli abusi commessi. E famiglie che non vogliono perdonare”, ha ricordato una domanda. “Comprendo – ha risposto Francesco – che le famiglie possano non perdonare: prego per loro, non le giudico. Le comprendo. Una volta una donna mi ha detto: quando mia madre capi’ che mi avevano abusato, ha bestemmiato contro Dio, ha perso la fede ed e’ morta atea. Io la comprendo questa donna. E Dio, che e’ piu’ buono di me, la comprende. Sono sicuro che questa donna Dio l’ha accoltata, perche’ quello che e’ stato distrutto era la sua stessa carne, la carne di sua figlia. Non giudico qualcuno che non puo’ perdonare. Ma Dio e’ un campione per trovare vie di perdono”. Quanto al pentimento dei preti pedofili (i quali in tutti i casi accertati restano soggetti alle attuali norme canoniche che prevedono la riduzione allo stato laicale) il Papa ha aggiunto: “se una persona ha fatto il male, e’ cosciente di cio’ che ha fatto e non chiede perdono, io chiedo a Dio che lo tenga in conto, lo perdono, ma lui non riceve il perdono perche’ e’ chiuso. Tutti siamo obbligati a perdonare, perche’ tutti siamo stati perdonati. Un’altra cosa e’ ricevere il perdono. Se questo sacerdote rimane chiuso, non lo riceve, perche’ ha chiuso la porta dal di dentro. Si puo’ solo pregare perche’ il Signore apra la porta. Non tutti possono riceverlo, non tutti lo sanno ricevere o sono disposti a riceverlo. E cosi’ si spiega perche’ c’e’ gente che finisce male la propria vita e non puo’ sentire la carezza di Dio”. .
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