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Papa: restituire protagonismo alle famiglie

(AGI) – CdV, 2 set. – “Immaginiamo che il timone della storia (della societa’, dell’economia, della politica) venga consegnato finalmente all’alleanza dell’uomo e della donna, perche’ lo governino con lo sguardo rivolto alla generazione che viene!”. Sono parole del Papa all’Udienza Generale di oggi. “I temi della terra e della casa, dell’economia e del lavoro, suonerebbero – ha assicurato – una musica molto diversa!”. Secondo Francesco, “se ridaremo protagonismo, a partire dalla Chiesa, alla famiglia che ascolta la parola di Dio e la mette in pratica, diventeremo come il vino buono delle nozze di Cana, fermenteremo come il lievito di Dio!”. Questo cambiamento di prospettiva e’ molto urgente, perche’ “le nostre citta’ – ha denunciato il Papa – sono diventate desertificate per mancanza d’amore e di sorriso: c’e’ tanto divertimento ma l’amore manca”. Mentre “e’ proprio la famiglia – ha sottolineato – il sorriso capace di vincere questa desertificazione delle nostre citta’”. Secondo Francesco, “dove c’e una famiglia che si ama quella famiglia e’ capace di riscaldare tutta la societa’”. “Cosi’ – ha assicurato – la citta’ dell’uomo uscira’ dalla depressione”. Per il Papa, “la circolazione di uno stile famigliare nelle relazioni umane e’ una benedizione per i popoli: riporta la speranza sulla terra. Quando gli affetti famigliari si lasciano convertire alla testimonianza del Vangelo, diventano capaci di cose impensabili, che fanno toccare con mano le opere che Dio compie nella storia, come quelle che Gesu’ ha compiuto per gli uomini, le donne, i bambini che ha incontrato”. “Un solo sorriso miracolosamente strappato alla disperazione di un bambino abbandonato, che ricomincia a vivere, ci spiega – ha affermato ancora Bergoglio l’agire di Dio nel mondo piu’ di mille trattati teologici. Un solo uomo e una sola donna, capaci di rischiare e di sacrificarsi per un figlio d’altri, e non solo per il proprio, ci spiegano cose dell’amore che molti scienziati non comprendono piu'”. “La famiglia che risponde alla chiamata di Gesu’ riconsegna – ha spiegato – la regia del mondo all’alleanza dell’uomo e della donna con Dio”. Da parte sua, ha pero’ aggiunto, “la Chiesa deve uscire dalle torri blindate delle elites per frequentare di nuovo le case delle famiglie”, cioe’ “deve trasformarsi in un luogo familiare”, abbandonado gli attuali “spazi di comodita’” per “dare al mondo la testimonianza dell’amore cristiano che supera ogni barriera e pregiudizio”. Oggi il Papa ha anche lanciato un appello, a 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, a fermare “il traffico delle armi, che – ha scandito – sono bagnate di sangue innocente”. “Mai piu’ la guerra!”, ha ripetuto con le parole dei suoi predecessori, evocando “le minoranze perseguitate, i cristiani perseguitati” e “i tanti conflitti che ci sono oggi nel mondo”. Infine Francesco ha espresso solidarieta’ e sostegno agli operai della “Smith Bits Saline” che erano presenti in piazza San Pietro con il vescovo di Volterra, monsignpr Albero Silvani. “Auspico – ha detto – che la grave congiuntura occupazionale possa trovare una rapida ed equa soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente per riaccendere la speranza nelle loro famiglie e anche la speranza nei giovani”. (AGI
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