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Papa, tutti chiamati a diventare scrittori viventi del Vangelo

CdV – Tutti i cristiani sono chiamati a scrivere il Vangelo della Misericordia. Riguarda anche gli uomini di oggi, quindi, la missione affidata da Gesù ai discepoli, quando “li invia nel mondo a portare l’annuncio del perdono”. Questo il messaggio che Papa Francesco ha voluto affidare alla folla dei fedeli che gremisce piazza San Pietro in occasione della Festa della Divina Miseroicordia, istituita da San Giovanni Paolo II, e del Giubileo degli aderenti alla spiritualità di Santa Faustina Kowalska. “Il Vangelo della misericordia – ha affermato infatti – rimane un libro aperto, dove continuare a scrivere i segni dei discepoli di Cristo, gesti concreti di amore, che sono la testimonianza migliore della misericordia, gesti semplici e forti, a volte perfino invisibili: possiamo visitare quanti sono nel bisogno, portando la tenerezza e la consolazione di Dio”.

Siamo tutti chiamati – ha detto il Papa nella sua omelia – a diventare scrittori viventi del Vangelo, portatori della Buona Notizia a ogni uomo e donna di oggi. Lo possiamo fare – ha scandito – mettendo in pratica le opere di misericordia corporale e spirituale, che sono lo stile di vita del cristiano”. Secondo Francesco, “si prosegue così quello che ha compiuto Gesù nel giorno di Pasqua, quando ha riversato nei cuori dei discepoli impauriti la misericordia del Padre, effondendo su di loro lo Spirito Santo che perdona i peccati e dona la gioia”. “Il Vangelo – ha ricordato Bergoglio alla folla che gramiva piazza San Pietro – è il libro della misericordia di Dio, da leggere e rileggere, perchè quanto Gesù ha detto e compiuto è espressione della misericordia del Padre. Non tutto, però, è stato scritto”.
“Il Vangelo della misericordia, da annunciare e scrivere nella vita, cerca – ha poi sintetizzato il Pontefice – persone con il cuore paziente e aperto, ‘buoni samaritanì che conoscono la compassione e il silenzio dinanzi al mistero del fratello e della sorella; domanda servi generosi e gioiosi, che amano gratuitamente senza pretendere nulla in cambio”. “Nel Salmo responsoriale – ha quindi concluso – è stato proclamato: ‘Il suo amore è per sempre”, vero, la misericordia di Dio è eterna; non finisce, non si esaurisce, non si arrende di fronte alle chiusure, e non si stanca mai. In questo per sempre troviamo sostegno nei momenti di prova e di debolezza, perchè siamo certi che Dio non ci abbandona: Egli rimane con noi per sempre. Ringraziamo per questo suo amore così grande, che ci è impossibile comprendere. Chiediamo la grazia di non stancarci mai di attingere la misericordia del Padre e di portarla nel mondo: chiediamo di essere noi stessi misericordiosi, per diffondere ovunque la forza del Vangelo”.

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