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Papa: vicende corruzione richiedono conversione per Roma

(AGI) – CdV, 31 dic. – “Le gravi vicende di corruzione di questi giorni richiedono una serie di conversione dei cuori per una rinascita morale” della citta’ di Roma, “per costruire una citta’ piu’ giusta e solidale dove i poveri e i piu’ deboli siano al centro delle nostre azioni”. Cosi’ Papa Francesco nell’omelia, durante la celebrazione dei vespri e il Te Deum. “E’ necessario un grande e quotidiano atteggiamento di liberta’ cristiana per avere il coraggio di proclamare, nella nostra Citta’, che occorre difendere i poveri, e non difendersi dai poveri, che occorre servire i deboli e non servirsi dei deboli!”, ha continuato il Papa che ha incentrato l’omelia sulla differenza tra la liberta’ e la schiavitu’. Con il Te Deum si conclude l’anno “con un esame di coscienza attraverso il quale ripercorriamo quello che e’ accaduto; ringraziamo il Signore per ogni bene che abbiamo ricevuto e che abbiamo potuto compiere e, in pari tempo, ripensiamo alle nostre mancanze e ai nostri peccati”. Bergoglio ha sottolineato che l’atteggiamento del ringraziare “ci dispone all’umilta’, a riconoscere e accogliere i doni del Signore. Contemporaneamente – ha continuato – il dono stesso per cui ringraziamo e’ anche motivo di esame di coscienza, di revisione della vita personale e comunitaria, del domandarci: com’e’ il nostro modo di vivere? Viviamo da figli o da schiavi? Viviamo da persone battezzate in Cristo, unte dallo Spirito, riscattate, libere? Oppure viviamo secondo la logica mondana, corrotta, facendo quello che il diavolo ci fa credere sia il nostro interesse? Esiste sempre nel nostro cammino esistenziale una tendenza a resistere alla liberazione; abbiamo paura della liberta’ e, paradossalmente, preferiamo piu’ o meno inconsapevolmente la schiavitu'”. “Per tale motivo, ed essendo anche Vescovo di Roma, vorrei soffermarmi sul nostro vivere a Roma che rappresenta un grande dono, perche’ significa abitare nella citta’ eterna”. Ma al tempo stesso per il Papa questo “rappresenta una grande responsabilita’”. “Dunque domandiamoci: in questa citta’, in questa Comunita’ ecclesiale, siamo liberi o siamo schiavi, siamo sale e luce? Siamo lievito? Oppure siamo spenti, insipidi, ostili, sfiduciati, irrilevanti, stanchi?. Senz’altro le gravi vicende di corruzione, emerse di recente, richiedono una seria e consapevole conversione dei cuori per una rinascita spirituale e morale, come pure per un rinnovato impegno per costruire una citta’ piu’ giusta e solidale, dove i poveri, i deboli e gli emarginati siano al centro delle nostre preoccupazioni e del nostro agire quotidiano. E’ necessario un grande e quotidiano atteggiamento di liberta’ cristiana per avere il coraggio di proclamare, nella nostra Citta’, che occorre difendere i poveri, e non difendersi dai poveri, che occorre servire i deboli e non servirsi dei deboli!”. (AGI) .
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