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Pari opportunita': piu' italiane in politica ma resta il 'gap' dei salari

(AGI) – Ginevra, 28 ott. – L’Italia risale la classifica mondiale della parita’ tra uomini e donne, anche se resta tra i Paesi con minore partecipazione delle donne nel campo economico e tra quelli con le maggiori disparita’ salariali. E’ quanto emerge dal rapporto 2014 ‘Global Gender Gap’ pubblicato dal World Economic Forum. L’Italia in classifica si piazza al 69esimo posto, su 142 Paesi presi in considerazione, guadagnando due posizioni dallo scorso anno, ma precipita al 114 posto dal 97esimo dello scorso anno per quanto riguarda la partecipazione delle donne nel campo economico e al 129esimo per parita’ salariale. Molto bene invece il Bel Paese per quanto riguarda la rappresentanza delle donne in politica, settore in cui l’Italia guadagna il 37esimo posto in classifica risalendo ancora di piu’, al 30esimo e al 32esimo posto, per numero di rappresentanti rosa in Parlamento e in posizioni ministeriali. Infine sulle aspettative di vita e salute nella differenza tra i generi l’Italia e’ all’83esimo posto. Come sempre la classifica sulla parita’ di genere, ormai alla nona edizione, resta guidata dai paesi del nord Europa, Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia e Danimarca nelle prime cinque posizioni. Tra i paesi europei e’ la Germania che spicca al 12esimo posto mentre la Francia risale molte posizioni portandosi al 16esimo posto dal 45esimo dello scorso anno. Risalgono anche gli Usa che quest’anno conquistano il 20esimo posto. Gli Stati Uniti, prima potenza mondiale, guadagnano tre posizioni, salendo al 20esimo posto. Mentre nella Top 10 si ritrovano il Nicaragua, il Rwanda e anche le Filippine. In linea generale il rapporto del Wef fa notare che il gap uomo-donna, dal 56% rilevato nel 2006, nella prima edizione, si e’ leggermente chiuso al 60% ma, si legge nel rapporto, per raggiungere il 100% di uguaglianza “ci vorranno 81 anni”. Complessivamente inoltre si chiude quasi il gap a livello di salute e aspettative di vita uomo-donna, arrivato al 96% e quello sull’educazione pari al 94% mentre sono ancora enormi le distanze sul potere politico delle donne nel mondo, presenti solo al 21%. (AGI) .
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