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Parigi sospende l'accordo, la magistratura indaga. Bardonecchia, il giorno dopo

La Francia ha sospeso l’accordo che consentiva alle sue forze dell’ordine di sconfinare in Italia per inseguire gli immigrati clandestini che cercano di varcare la frontiera, dopo le ire suscitate nel nostro Paese dal blitz di alcuni doganieri transalpini armati in un locale della stazione di Bardonecchia gestito da una Ong. La convocazione, ieri, dell’ambasciatore francese alla Farnesina non sembra aver abbassato in modo significativo la tensione tra le due nazioni. Dopo il colloquio, fonti del Viminale hanno definito “insoddisfacente” e “inesatta” le risposte della Francia (la quale ha sostenuto che l’operazione rientrasse nei limiti previsti dall’intesa con Roma), e hanno fatto sapere che sarebbe stato chiesto a Parigi di sospendere quelle che sono state definite “vere e proprie intrusioni o incursioni”. E, il giorno dopo, il ministro Francese dei Conti Pubblici, Gerard Darmanin, ha fatto sapere che si recherà nei prossimi giorni in quella che chiama “una nazione sorella” per discutere la vicenda con le autorità italiane. Nonché che, nel frattempo, i controlli oltrefrontiera sono sospesi.

« L’Italie est une nation sœur. Je m’y rendrai dans les prochains jours pour évoquer avec les autorités italiennes l’incident en gare de Bardonecchia. En attendant j’ai demandé à @douane_france de suspendre les contrôles. » #LeGrandJury @LeGrandJury

— Gérald DARMANIN (@GDarmanin) 1 aprile 2018

Le ipotesi di reato

“Se bisogna rivedere l’accordo con l’Italia lo faremo”, ha aggiunto il ministro, continuando a giurare che “la Francia non ha fatto niente di illegale”. Su questo punto, dirà la sua la Procura della Repubblica di Torino, che ha aperto un fascicolo e sta valutando la sussistenza di varie ipotesi di reato. Il procedimento penale è al momento a carico di ignoti, perché gli agenti francesi non sono stati identificati, e ipotizza i reati di concorso in abuso d’ufficio, violenza privata aggravata e violazione di domicilio aggravata . La Procura valuterà anche se vi siano gli estremi per contestare il reato di perquisizione illegale. I Pm attendono a breve dalla Questura di Torino un’altra approfondita informativa. Sono stati intanto disposti accertamenti, acquisizioni di documenti ed esami di persone informate sui fatti. 

Minniti: “Dall’Italia una risposta all’altezza”

 “Considero grave quello che è avvenuto a Bardonecchia”, è il commento del ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un’intervista al Giornale, “con tempestività si è convocato l’ambasciatore francese a Roma e la nota della Farnesina, a cui come appare evidente si è lavorato insieme, rappresenta la posizione di tutto il governo. In sintesi, ad un fatto grave c’è stata una risposta all’altezza da parte dell’Italia”. 

Cosa è accaduto a Bardonecchia

Venerdì sera dopo le 19, cinque agenti delle dogane francesi hanno fatto irruzione armati in una sala della stazione di Bardonecchia, al confine tra Italia e Francia, e hanno costretto un immigrato nigeriano (regolarmente residente in Italia) a sottoporsi al test delle urine, sospettandolo di essere uno spacciatore. La sala era gestita da Rainbow4Africa, Ong che assiste i migranti che tentano di varcare la frontiera delle Alpi per raggiungere la Francia. La Ong ha chiamato la polizia italiana che, giunta sul posto, ha invitato i doganieri ad allontanarsi. Il sindaco di Bardonecchia, Francesco Avato, ha parlato di “atto di forza”: “Non contesto che gli agenti francesi possano svolgere attività di controllo in territorio italiano in base al diritto internazionale ma non in un luogo deputato alla mediazione culturale”, ha spiegato. In un comunicato il ministro francese Darmanin, ha spiegato che “gli agenti hanno sollecitato la possibilità di accedere ai sanitari, permesso che gli è stato accordato”.

Ora la cooperazione alla frontiera è a rischio

La vicenda ha suscitato una levata di scudi unanime delle forze politiche italiane. La Farnesina ha convocato l’ambasciatore francese Christian Masset. La Francia si è detta disponibile a fornire chiarimenti, precisando di aver agito in virtù di un accordo del 1990, “in condizione di rispetto della legge e delle persone”. Ma il ministero degli Esteri ha definito il fatto “grave” e inaccettabile”. I locali della stazione di Bardonecchia, precedentemente accessibili agli agenti francesi, non lo sono più, essendo adesso occupati da una organizzazione non governativa a scopo umanitario, ha spiegato la Farnesina in una nota, avvertendo che “quanto avvenuto mette oggettivamente in discussione, con conseguenti e immediati effetti operativi, il concreto funzionamento della sinora eccellente collaborazione frontaliera” tra Francia e Italia. 
 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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