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Parla altra vittima dell'acido, "Hanno provato a evirarmi"

(AGI) – Milano, 16 set. – “Dopo la tentata evirazione avevo paura a uscire di casa, cercavo di uscire sempre con amici, mai da solo”. Cosi’ Antonio Margarito, sentito come teste nel processo a carico di Alexander Boettcher, ha raccontato in aula le conseguenze della presunta aggressione subita da Martina Levato nel maggio 2014. Nei giorni scorsi, il gip di Milano Giuseppe Gennari aveva archiviato la sua posizione in relazione all’accusa di violenza sessuale presentata a suo carico dalla studentessa universitaria e compagna di Boettcher. Il giovane aveva denunciato Martina per una tentata evirazione che sarebbe avvenuta in Puglia nel 2014. In aula, Margarito ha rievocato quando si apparto’ in auto con Martina e la ragazza, annunciandogli una “bella sorpresa”, tiro’ fuori un coltello tentando di evirarlo e procurandogli una ferita alla mano con la quale si difese. Quella di Margarino e’ la seconda testimonianza nel processo al broker di origini tedesche, dopo la lunga deposizione della dirigente della Questura Maria Jose’ Falcicchia. Rispondendo alle domande della difesa, la poliziotta ha definito Stefano Savi, il giovane sfigurato con l’acido, un ragazzo “senza ombre”, in base alle indagini e alle intercettazioni svolte. Al processo era presente anche Patrizia Ravasi, la mamma di Boettcher, che a un certo punto e’ stata invitata dai giudici a uscire dall’aula in quanto, come futura teste, non poteva sentire altre deposizioni. “Sono qui perche’ sono la mamma di Alexander”, ha detto rivolta alla corte prima di abbandonare l’aula. Ai cronisti ha ribadito quanto gia’ detto piu’ volte e cioe’ che il figlio sarebbe “un capro espiatorio che serve a coprire gravissime negligenze investigative”. Il processo riprendera’ mercoledi’ prossimo quando dovrebbe essere interrogato Andrea Magnani, il bancario che verra’ giudicato con Levato a partire da venerdi’ prossimo col rito abbreviato davanti al gup Roberto Arnaldi. I due hanno scelto una strategia processuale diversa da quella di Boettcher. Alex a Martina, gia’ condannati a 14 anni per l’aggressione a Pietro Barbini, ora si devono difendere per i ‘blitz’ ai danni di Stefani Savi del 2 novembre scorso e di Giuliano Carparelli del 15 novembre scorso. Magnani, oltre che dell’aggressione a Savi e Carparelli, che schivo’ l’acido, risponde nell’abbreviato anche per la vicenda Barbini. (AGI)
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