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Parroco abusa del chierichetto, Diocesi condannata

Tribunale, Como, sentenza 14/01/2016 –

Pubblicato da Altalex il 21/04/2017 –

La sentenza in commento del Tribunale di Como, 14 gennaio 2016 – Est. A. Petronzi, affronta il delicato caso del risarcimento del danno da violenza sessuale commessa da un Parroco nei confronti di un minore (peraltro, affetto da lieve ritardo mentale), che frequentava le attività pastorali della Parrocchia e rivestiva anche le funzioni di chierichetto.

Gli attori (il minore e i suoi genitori) avevano chiesto il risarcimento del danno da reato, già accertato con sentenza passata in giudicato, non solo nei confronti del Parroco, reo delle violenze sessuali, ma anche nei confronti della Parrocchia e della relativa Diocesi.

Il giudice lariano, con approfondita e condivisibile motivazione, ha ritenuto sussistere (oltre alla responsabilità civile del reo, già accertata in sede penale) la responsabilità diretta della Parrocchia e indiretta della Diocesi.

La responsabilità diretta, ex art. 2043 c.c., della Parrocchia è fondata sul rapporto organico sussistente tra il Parroco e l’ente-Parrochia, in ragione della riferibilità all’ente del comportamento del Parroco, in quanto la condotta illecita ha trovato occasione nell’esercizio delle attività proprie della Parrocchia, allorché il minore era affidato alla cura ed alla vigilanza del Parroco, ed anzi sfruttando il suddetto contesto di minorata difesa non solo della vittima, ma anche e soprattutto della famiglia, evidentemente fiduciosa di affidare il figlio ad un contesto di assoluta protezione.

Mentre, la responsabilità indiretta della Diocesi per fatto altrui, ex art. 2049 c.c., è fondata sul potere di indirizzo, controllo e direzione che il diritto canonico riconosce al Vescovo, quale rappresentante la Diocesi (rapporto di preposizione) e sulla circostanza che le funzioni del Parroco hanno agevolato la commissione del fatto illecito (nesso di occasionalità necessaria).

Altro aspetto di rilievo, risolto dalla annotata sentenza, concerne il profilo della prescrizione del diritto al risarcimento del danno nei confronti degli obbligati in solido. Parrocchia e Diocesi, infatti, avevano eccepito la prescrizione nei loro confronti della domanda di risarcimento del danno, se obbligati in solido, rispetto ai fatti-reato accaduti tra l’agosto 2003 e l’ottobre 2004.

Il giudice lariano, premesso che il più lungo termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto-reato, ex art. 2947, comma 3, c.c., si riferisce alla sola obbligazione principale, collegata al reato, e non anche alle obbligazioni solidali, ha rilevato che gli effetti interruttivi della costituzione di parte civile nel processo penale, ex artt. 2943 e 2945 c.c., si sono estesi, a norma dell’art. 1310 c.c., anche nei confronti dei condebitori solidali, ancorché non abbiano partecipato al relativo giudizio penale, il cui giudicato si è formato in data 22.05.2012, mentre l’atto di citazione è stato notificato ai condebitori solidali in data 10.12.2013.

L’annotata sentenza è stata confermata da App. Milano 20 marzo 2017 – Pres. est. W. Saresella.

(Altalex, 21 aprile 2017. Nota di Giuseppe D’Elia)

http://www.altalex.com/documents/news/2017/04/06/parroco-abusa-del-chierichetto-diocesi-condannata

 

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