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Pd: Civati critica il governo, da Babbo Natale brutti doni ai lavoratori

(AGI) – Roma, 26 dic. – “Brutti doni natalizi ai lavoratori”. Pippo Civati prende la parola sul suo blog sul Jobs act che a suo dire introduce il contratto a “tutele ridotte”, in luogo delle annunciate “tutele crescenti”, per i neo assunti. Ma la stroncatura e’ affidata all’esponente del Pd, Luigi Mariucci, docente di Diritto del Lavoro all’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia. “Babbo Natale ha portato ai lavoratori la sostanziale eliminazione dell’art. 18”, spiega Mariucci. “La bozza di decreto approvata dal governo stabilisce infatti che per tutti i nuovi assunti non ci sara’ piu’ la reintegrazione in caso di licenziamento ingiustificato, perche’ privo di motivo economico o disciplinare. Resta quindi confermato che la formula accattivante del ‘contratto a tutele crescenti’, continua Mariucci: “e’ del tutto arbitraria, e va derubricata in ‘contratto a tutele ridotte’. Infatti anche quando risultera’ accertata la mancanza di una giustificazione del licenziamento il rapporto di lavoro sara’ estinto e il giudice potra’ solo stabilire una indennita’ di risarcimento da un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilita’ in relazione alla anzianita’. Si dovra’ quindi in ogni caso impugnare il licenziamento. A quel punto tuttavia il datore di lavoro potra’ proporre in alternativa e in via conciliativa una indennita’, per giunta non tassabile, da un minimo di 2 a un massimo di 12 mensilita’”. “L’uso disinvolto della leva fiscale ha quindi realizzato una nuova performance: si realizza infatti una sorta di incentivazione fiscale del potere di licenziamento ovvero una de-tassazione del paternalismo. Per ottenere dal giudice la reintegrazione al lavoratore resta una sola chance: dare la prova ‘diabolica’ della discriminazione oppure dimostrare ‘l’insussistenza del fatto materiale’ contestato; il che significa che se si viene licenziati per ‘grave insubordinazione’ e si dimostra che l’insubordinazione e’ stata invece ‘lieve’ o ‘lievissima’ questo non bastera’ ad essere reintegrati, perche’ il fatto materiale comunque sussiste e quindi si potra’ ottenere solo il risarcimento. Si abroga in questo modo anche il ‘principio di proporzionalita” delle sanzioni disciplinari introdotto, si badi, non dallo Statuto dei lavoratori ma addirittura dal Codice civile del 1942. Il tutto viene esteso anche ai licenziamenti collettivi”. Per il professor Mariucci, quindi, “si dovra’ discutere della legittimita’ di tutto questo, sul piano sia dell”eccesso di delega’ sia della costituzionalita’ di questa clamorosa differenza di trattamento tra vecchi e nuovi assunti”. In stand by, sottolinea ancora Mariucci, lo sfoltimento della giungla contrattuale, annunciato dal presidente del consiglio e salutato positivamente dalla sinistra del Pd: “Nulla si dice invece delle millantate riduzioni dei contratti precari e della proclamata abolizione di cococo, cocopro ecc. Per questo, a quanto pare, si dovra’ attendere un prossimo e futuribile decreto. Per l’intanto i licenziati si dovranno accontentare del voucher di ‘ricollocazione’ presso agenzie pubbliche o private, da disciplinare tuttavia con altri successivi decreti e, si suppone, regolamenti attuativi di cui la legislazione italiana continua a ingolfarsi in nome della mitica semplificazione”. xxxxxxxxxxx Pd: Guerini, niente personalismi. Vince l’occupazione “Non e’ questione di vincitori e sconfitti, ne’ di esasperare personalismi”. Lo dice il vice segretario del Pd, Lorenzo Guerini, a proposito delle polemiche sul jobs act. “Mi interessa invece che vinca la possibilita’ di creare lavoro, piu’ stabile, di dare piu opportunita’ alle imprese e di estendere i diritti a chi non ne ha. E tutto cio’, grazie al lavoro del governo e all’impegno del Pd, e’ ben presente e chiaro nei decreto attuativi approvati ieri l’altro”, aggiunge Guerini all’Agi. .
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