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Pd contro Bruno Vespa per i Casamonica a Porta a Porta

(AGI) – Roma, 9 set. – “Porta a Porta e Rai1 riflettano: offrire un palcoscenico ai Casamonica e’ stato un errore grave che nulla c’entra con il servizio pubblico”. La bacchettata arriva dal commissario Pd a Roma, e presidente dell’Assemblea nazionale Pd, Matteo Orfini e segna l’offensiva Dem dopo la puntata di Porta a Porta di ieri, con alcuni esponenti della famiglia Casamonica in studio. Piu’ tranchant Michele Anzaldi, segretario della Vigilanza Rai. “La puntata di ‘Porta a Porta’ sui Casamonica lascia sconcertati e configura – afferma – una potenziale violazione del contratto di servizio della Rai: non si capisce come quello show possa essere considerato compatibile con il servizio pubblico. I nuovi consiglieri di amministrazione, che hanno anche conoscenze dirette della deontologia giornalistica a partire dalla presidente, si esprimano subito. Chiedero’ che l’ufficio di presidenza della commissione – anticipa – si occupi della vicenda. Si fatica a comprendere la scelta di dare una visibilita’ del genere ad una famiglia cosi’ discussa, tra l’altro dopo diverse settimane da quel fatto che ha gettato discredito su Roma e sull’Italia a livello internazionale. Nel giorno in cui l’attualita’ propone questioni di primissimo piano, come la crisi migranti nella Ue, il caso Germania-Ungheria, la situazione bellica in Siria, lascia stupefatti che venga ritirata fuori una vicenda ormai passata. E’ stato realizzato il sogno dei Casamonica, dargli piena visibilita’ sula rete ammiraglia del servizio pubblico. E’ inaccettabile”. Fulmini su Viale Mazzini anche dal senatore Franco Mirabelli, capogruppo Pd in commissione Antimafia: “Domani in commissione Antimafia chiederemo di audire al piu’ presto i vertici del servizio pubblico e dell’ordine dei giornalisti per aprire una riflessione a partire da questa preoccupante vicenda”, annuncia. “La presenza ripetuta in queste settimane dei Casamonica nei talk show televisivi non e’ giustificabile. Sono inaccettabili – dice ancora Mirabelli – la spettacolarizzazione delle vicende criminali e la scelta di dare una tribuna a persone riconosciute come protagoniste di fenomeni di vera e propria occupazione con metodi mafiosi di interi territori. Il rischio e’ di trasformare tutto in una fiction, producendo assuefazione, e di considerare normale cio’ che non lo e’, trasmettendo il messaggio che le mafie sono un elemento del paesaggio e non un tumore da combattere. I Casamonica sono mafiosi, non star televisive”. “In questi anni – prosegue – i Casamonica sono stati, nonostante la loro dimensione criminale, considerati quasi un fenomeno folcloristico. Il funerale del boss ha prodotto la consapevolezza diffusa che si fosse di fronte a un vero e proprio clan insediato in alcuni territori con metodi mafiosi e che quindi come tale va combattuto e stigmatizzato. Nonostante cio’ i Casamonica sono stati ospitati in diverse trasmissioni e in diverse reti e questo significa spettacolarizzare cio’ che andrebbe condannato senza se e senza ma, soprattutto per il servizio pubblico. Il mondo dell’informazione deve riflettere sui rischi che si corrono dando un ulteriore strumento a chi, in questi anni, ha saputo anche condizionare pezzi di informazione locale, dimostrando capacita’ ed interesse nell’utilizzare i media. “La puntata di ieri di Porta a Porta che cosa ha aggiunto a quanto sapevamo gia’ sui Casamonica? Nulla. Nei fatti, penso che i telespettatori abbiano capito ben poco”, rincara il deputato Pd Edoardo Patriarca. “Il programma di Vespa – prosegue – e’ uno di quelli che aiutano a formare l’opinione dei cittadini, la vicenda, invece, e’ stata affrontata in modo quasi folkloristico. E questo non aiuta a capire la reale portata di quanto realmente accaduto a Don Bosco”. (AGI) .
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