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Pd diviso sulle unioni civili, oggi si vota il 'supercanguro'

Roma  – Il clima che si respira nel Pd torna ad essere teso. Certo, il tempo c’e’ e sara’ utilizzato fino all’ultimo minuto utile – le 16.30 di oggi, quando inizierà l’Aula – per cercare una mediazione tra le varie anime del partito. Ipotesi che, allo stato attuale, appare alquanto difficile, almeno stando ai resoconti – rigorosamente off the records – di alcuni dei protagonisti della trattativa. E salgono le chance che il primo voto di oggi sarà un unico voto sul ‘super canguro‘ Marcucci a scrutinio palese.

La riunione di oltre tre ore con il capogruppo Zanda, il ministro Boschi (presente in qualità di “parlamentare del Pd”, tiene a precisare il presidente dei senatori dem, per evitare che si attribuisca al governo un ruolo attivo nella mediazione sulle unioni civili), il vicesegretario Guerini, la responsabile diritti civili di largo del Nazareno Campana, l’autore del ‘super canguro’ Marcucci e una folta rappresentanza dei cattodem, si conclude con un nulla di fatto, “nessun punto di sintesi” è stato raggiunto, ammette Zanda, che però confessa ottimismo, “ci sono ampie possibilità di superare gli ostacoli”. E aggiunge: “Dobbiamo procedere con grande prudenza, lavoriamo per trovare una posizione unitaria nel Pd“. Che, però, al momento è ben lungi dall’essere raggiunta.

Le posizioni dei due fronti contrapposti – contrari alle adozioni e favorevoli ad approvare il ddl così com’è – oggi appaiono alquanto lontane: dalla maggioranza dem riferiscono di un irrigidimento dei cattodem, che avrebbero avanzato richieste “irricevibili” a questo punto della situazione, a “meno di 24 ore di tempo dal primo voto”, spiegano fonti di maggioranza.

I cattodem, viene riferito, avrebbero chiesto che l’emendamento ‘canguro’ a firma Marcucci non sia messo al voto per consentire un dibattito più ampio e che si trovi un punto di caduta sull’articolo 5 del ddl, ovvero la stepchild adoption, ampliando i voti su cui viene riconosciuta la libertà di coscienza – ora solo tre – e sfumando notevolmente se non addirittura stralciando le adozioni.

Ma sullo stralcio i cattodem si sono trovati di fronte a un muro: sia Zanda – viene ancora riferito – che il ministro Boschi, ma sulla stessa linea anche Marcucci e Campana, hanno opposto l’impossibilità di fare passi indietro. Altro punto fermo il voto sul ‘canguro’: la maggioranza del Pd non cede di un millimetro, l’emendamento Marcucci sarà votato. Lo fa capire chiaramente Zanda: “è in calendario e non vedo come non si potrà non votare”, spiega.

Unico possibile avvicinamento tra i ‘contendenti’, al momento, è sulle modalità di votazione: c’è la disponibilità a procedere con uno spacchettamento, votando l’emendamento per parti separate, con l’ipotesi di votare a scrutinio segreto la parte relativa alle adozioni. Ma qui entrano in gioco anche i ‘calcoli’ politici e il pallottoliere: innanzitutto, spetta all’Aula decidere se procedere con lo spacchettamento e non è detto che i numeri ci siano (già 16 dem si sono detti contrari). Seconda questione, le insidie che potrebbero nascondersi dietro lo spacchettamento, prima fra tutte la bocciatura della parte sulle adozioni. Anche se il grosso del Pd ostenta ottimismo (i numeri ci sono, la stepchild passerà anche se a voto segreto con 165-170 sì, è il leit motiv), il timore che il voto segreto spacchettato possa trasformarsi in un boomerang c’è, perchè se la parte sulle adozioni non dovesse passare, a quel punto il ‘canguro’ non sortirebbe gli effetti benefici di neutralizzare la miriade di emendamenti presentati, soprattutto dalla Lega ma anche da FI e Ap, all’articolo 5.

Il rischio è che si vada incontro al caos più totale, confessano nel Pd: “l’Aula si trasformerà in un Vietnam”, dagli esiti imprevedibili. In questo caso è già pronto il ‘piano B‘: procedere con lo stralcio dell’articolo 5. Tra l’altro, non bisogna dimenticare che sui lavori del Senato incombe il Milleproroghe, che è in scadenza a fine mese e quindi il ddl Cirinnà verrebbe accantonato per essere ripreso a marzo. Se, invece, oggi tutto dovesse filare liscio, la previsione della maggioranza è che il via libera alle unioni civili possa arrivare già giovedì sera o al massimo martedì prossimo.

Una volta messa in sicurezza la legge – sul punto anche il ministro sarebbe stato più che fermo, non si torna indietro, la legge va approvata, è la linea del governo e dello stesso premier Renzi, ribadita anche nelle ultime ore – si ‘consente’ ai cattolci di procedere a una votazione separata sulle adozioni, con probabile scrutinio segreto. (AGI) 

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