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Peccato e redenzione n.10

Sono la conferma di quanto si era intuito già alcuni decenni fa esaminando, sotto il profilo medico, la conversione di San Paolo. Questa conversione coincise con una rovinosa caduta del millantato apostolo che possiamo sicuramente attribuire ad un improvviso attacco epilettico su cui la scienza non nutre dubbi. Il neurologo A. Ragot scrive: “Paolo era soggetto a crisi epilettiche: oscuramento, aura luminosa e sonora, caduta, coma, cecità, afasia che regrediscono nei giorni seguenti, paralisi che migliora progressivamente lasciando ogni volta conseguenze emiplegiche definitive”. Tutte cose accadute a San Paolo durante la sua rivelazione.

Spiegava più di un decennio fa Vilayanur Ramachandran, dell’Università San Diego di California,che le crisi epilettiche dei lobi temporali del cervello inducono visioni e voci religiose particolarmente vivide che permangono anche dopo gli attacchi. Ciò, nel caso di San Paolo, spiegherebbe oltre la folgorazione di Damasco, anche le successive sue visioni e i presunti rapimenti al terzo cielo. D’altronde è lo stesso Paolo che nelle Lettere conferma indirettamente la sua malattia scrivendo in Galati: “Voi sapete, fratelli, che fu a causa di una malattia del corpo che vi annunciai il vangelo” (da lui sempre dichiarato una rivelazione divina, cioè una visione) (Galati 4,13). Ai suoi tempi l’epilessia era considerata un morbo sacro che gli dèi riservavano a coloro che sceglievano come loro intermediari. Quindi le odierne scoperte dei neurologi americani confermano quanto si supponeva da tempo, che cioè Dio è solo una creazione del nostro cervello.

Se poi passiamo ad esaminare la storia, constatiamo che molte di quelle che in passato venivano considerate punizioni divine (calamità, epidemie, cataclismi e così via), e quindi prove della sua esistenza, col progredire della conoscenza umana si sono trasformate in evidenze scientifiche, spiegabili razionalmente.

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