TwitterFacebookGoogle+

Peccato e redenzione n.11

Se questo è un Dio.

Gli argomenti che negano l’esistenza di Dio sono inesauribili e qui voglio citarne un altro che, sebbene indiretto, ha una valenza logica ineccepibile. Mi riferisco al fatto che se Dio viene presentato nel cristianesimo come un padre così amoroso da sacrificare suo figlio per redimere i peccati delle sue creature (la più colossale delle assurdità perché Dio essendo onnipotente può redimere chiunque senza dover sacrificare chicchessia) perché non si manifesta apertamente, per farsi conoscere, e pretende che noi crediamo alla sua esistenza e ai suoi precetti solo attraverso testimonianze di nessuna attendibilità, che risalgono a tempi antichissimi?

La logica del padre amoroso è incompatibile con la logica del nascondimento: nessun padre gioca a nascondino coi figli. Alla base del rapporto d’amore e di fiducia del figlio nei confronti del padre sta ovviamente la certezza della sua esistenza: sarebbe assurdo che su ciò il figlio dovesse soltanto affidarsi alle forche caudine della fede cieca. Il primo, fondamentale atto d’amore verso chi si ama è farsi conoscere. Dio potrebbe fornire in mille modi la certezza della sua esistenza. Perché non lo fa? Semplicemente perché non c’è.

Se poi passiamo ad esaminare gli attributi che la Genesi riconosce al Dio biblico, riscontriamo che sono contraddittori e irrazionali. La Bibbia ci dice che essendo Dio l’essere in assoluto più perfetto, tra i molti suoi attributi ci sono l’onnipotenza e la bontà infinita. Ebbene già l’antico filosofo greco Epicuro, vissuto qualche secolo prima di Cristo, parlando della bontà e dell’onnipotenza degli dèi, aveva messo in chiaro l’incongruenza tra questi due attributi, facendo riferimento ai molti mali che affliggono l’uomo e il mondo intero.

Se gli dèi sono veramente buoni e vogliono il bene dell’umanità, ma non impediscono il dolore, le malattie e la morte, si chiedeva Epicuro, significa chiaramente che sono impotenti. Se invece sono onnipotenti ma consentono che il male tormenti l’uomo e la natura, sono malvagi.Se, infine, non possono e non vogliono evitare il male, significa che non sono né onnipotenti, né benevolenti. Lo stesso discorso vale per il Dio biblico che, come vedremo in seguito, si rivelerà il più obbrobrioso e sanguinario Dio inventato dall’uomo.

In realtà l’esistenza del male rinnega un altro attributo di Dio: quello di essere un essere perfetto. Com’è possibile che un Dio, inteso come perfezione assoluta, crei un mondo totalmente imperfetto e soggetto a cataclismi continui, e consenta che in esso si creino e si estinguano milioni di specie diverse ? La scienza ci dimostra, infatti, che circa il novanta per cento delle specie comparse sulla Terra nel corso di milioni di anni sono scomparse, come, ad esempio, i famosi dinosauri.

Se prendiamo poi in esame più attentamente l’assurdo comportamento del Dio biblico nei confronti dei nostri mitici progenitori, scopriamo altri aspetti della sua malvagità.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.