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Peccato e redenzione n.6

Questo spiega perché in seguito all’uscita del libro di Darwin vi fu da parte dei teologi cattolici e protestanti una grande demonizzazione della teoria darwiniana e lo stesso Darwin venne tacciato di eresia. La quasi totalità della stampa laica dell’epoca si schierò apertamente con il clero oscurantista ed i vignettisti si scatenarono a ridicolizzare lo scienziato.

Nessuno voleva accettare che l’uomo, ritenuto fino allora creato ad immagine di Dio e posto al centro dell’universo (dogma antropocentrico dei creazionisti) come tutte le religioni lo avevano lusingato a credere, fosse semplicemente il prodotto di un mix di caos e determinismo che lo ha assemblato, con molto ciarpame inutile del resto, ereditato da pesci, girini e serpenti come affermano i nostri biologi. Addirittura, avrebbe potuto essere assemblato in qualcosa di molto diverso da quello che è. Quindi l’evoluzionismo per loro declassava l’uomo da creatura forgiata da Dio, a sua immagine e somiglianza, a mammifero pensante inteso come variazione casuale nell’esplosione del vivente.

La Chiesa anglicana d’Inghilterra in particolare si scagliò contro Darwin cercando in tutti i modi di delegittimare la sua teoria reazionista. Solo dopo quasi un secolo e mezzo si è ricreduta e ha formulato delle scuse postume all’illustre scienziato. Un recente comunicato della Chiesa anglicana afferma “La gente e le istituzioni commettono errori e i cristiani e le Chiese non sono un’eccezione. Quando spunta una nuova grande idea che cambia la visione del mondo, è facile sentire che le vecchie certezze sono sotto attacco e che bisogna combattere le novità”.

Meglio tardi che mai, visto che la Chiesa cattolica si è ben guardata da fare altrettanto e le Chiese pentecostali d’America sono ancora ferocemente abbarbicate al creazionismo biblico. Per loro Adamo ed Eva sono gli unici progenitori dell’intero genere umano e gli ominidi e i cavernicoli sono soltanto bufale inventate dagli scienziati miscredenti e atei, e l’evoluzionismo una teoria satanica.

Oggi nessun scienziato, degno di questo nome, solleva dubbi sulla validità dell’evoluzionismo perché le prove che lo suffragano sono schiaccianti e incontrovertibili. Con la teoria di Darwin si riesce brillantemente a decifrare fenomeni naturali che il creazionismo non può spiegare. Ad esempio, il ritrovamento di fossili di animali non più esistenti. Se è vero, come afferma tassativamente la Bibbia, che l’universo fu creato 6000 anni fa, nessun essere vivente può essere più antico dell’anno 4000 a.C.

Invece coi metodi di datazione per decadimento radioattivo oggi dimostriamo che la nostra Terra geologicamente ha 4.5 miliardi di anni e i primi fossili (monocellulari) risalgono già a 3.5 miliardi di anni fa. Tali metodi di datazione si basano, per la geologia, sul decadimento di isotopi radioattivi di Uranio 238, che possono datare fino a 13.9 miliardi di anni fa. Per i composti organici invece si usa il metodo del carbonio 14, capace di datare fino a 58.000 anni fa. Quindi la teoria di Darwin vanta innumerevoli prove paleontologiche, bio-geografiche, matematico/informatiche nonché prove direttamente osservabili via esperimento sulle attuali forme di vita (ad esempio la resistenza dei batteri agli antibiotici). Chiunque su Internet può approfondire ogni aspetto dell’evoluzionismo.

Anche se oggi milioni di cristiani continuano a credere ciecamente e puerilmente al vecchio creazionismo, è lapalissiano che l’uomo non è stato creato da un Dio ma discende da esseri arboricoli terrestri che, a causa di mutamenti climatici, si sono spostati prima dalla foresta alla savana, colonizzando questo nuovo ambiente e adattandosi (per selezione naturale) ad esso, poi nelle altre zone del pianeta.

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