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Pechino media tra le due Coree, ma Trump riaccende la crisi con Kim

Dopo una fase di calma apparente si riaccende la crisi nordcoreana, con Washington che inserisce nuovamente Pyongyang​ nella lista dei Paesi che sostengono il terrorismo e si prepara a varare nuove sanzioni, mentre la diplomazia di Pechino approfondisce i contatti tra le due Coree per scongiurare un nuovo aggravamento delle tensioni, qualora Kim Jong-un decida di riprendere i test missilistici e nucleari

La Cina riallaccia i fili con Seul

La visita a Pyongyang del capo del dipartimento internazionale del Partito Comunista Cinese, accolto al rientro a Pechino dall’ambasciatore nord-coreano in Cina, Ji Jae Ryong, sarà, con ogni probabilità, tra i temi in discussione tra Cina e e Corea del Sud a partire da domani, quando arriverà a Pechino il ministro degli Esteri di Seul, Kang Kyun-wha, che incontrerà il suo omologo cinese, Wang Yi, dopo il riavvicinamento tra i due paesi deciso a fine ottobre scorso. La visita servirà anche a preparare il terreno per l’arrivo a Pechino, il mese prossimo del presidente sud-coreano, Moon Jae-in, che all’Ape di Da Nang, in Vietnam aveva incontrato il presidente cinese.

Cina e Corea del Sud “si scambieranno opinioni sulle questioni di comune preoccupazione” ha dichiarato oggi il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, senza scendere nei dettagli. La principale preoccupazione di Seul riguarda soprattutto una possibile ripresa dei test missilistici o nucleari da parte di Pyongyang. In un rapporto all’Assemblea Nazionale, il parlamento sud-coreano, il National Intelligence Service di Seul ha precisato che non sembrano esserci segnali evidenti di un test imminente, “ma prevediamo che, dipendendo dalla determinazione del leader nord-coreano, Kim Jong-un, un test nucleare possa essere possibile in qualsiasi momento”: il tunnel 3 del sito nucleare di Punggye-ri, secondo i rilevamenti dell’agenzia di spionaggio di Seul, sarebbe pronto a ospitare un possibile test, mentre il regime ha ripreso la costruzione del tunnel 4. I movimenti nel regime di Kim non riguardano, però, soltanto i possibili esperimenti di armi nucleari, ma anche le alte gerarchie dell’esercito.

Nuove purghe a Pyongyang

Due tra i funzionari militari di più alto grado di Pyongyang sarebbero andati incontro a una punizione non meglio precisata per un atteggiamento definito “impuro” dall’agenzia di spionaggio di Seul. La decisione di punire gli alti funzionari è arrivata dopo una inusuale visita di ispezione all’Ufficio Politico Generale dell’esercito nordcoreano da parte del vice presidente del Partito dei Lavoratori, Choe Ryong-hae, di cui è a capo lo stesso Kim: uno dei funzionari puniti viene visto come il numero due delle Forze Armate di Pyongyang, il vice maresciallo Hwang Pyong-so, e una sua possibile rimozione, secondo gli 007 di Seul, potrebbe aprire a un ricambio ai vertici della Corea del Nord.

L’arrivo a Pechino del ministro degli Esteri di Seul segue il ritorno in patria, avvenuto ieri, dell’inviato speciale di Xi Jinping in Corea del Nord, Song Tao, dopo quattro giorni di visita. Cina e Corea del Nord hanno deciso di “rafforzare gli scambi e il coordinamento” tramite i due partiti di governo (il Partito Comunista Cinese e il Partito dei Lavoratori nord-coreano) e di “avanzare nelle relazioni” tra i due Paesi, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa statale cinese, la Xinhua. Nel corso della visita, la prima di un alto funzionario cinese in Corea del Nord in oltre un anno, Song ha parlato con i dirigenti nazionali del partito di Kim Jong-un, ma l’agenzia Xinhua non specifica se ci sia stato o meno un incontro proprio con lo stesso Kim, mentre l’agenzia di stampa sud-coreana Yonhap, nel programma dettagliato della visita di Song a Pyongyang non riporta un incontro tra l’inviato di Xi e Kim Jong-un.

Trump annuncia nuove sanzioni, Pechino invita alla calma

Nel frattempo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha comunicato che gli Usa inseriranno di nuovo la Corea del Nord nella lista dei Paesi sponsor del terrorismo. Domani il Dipartimento del Tesoro annuncerà nuove sanzioni contro Pyongyang. “Avremmo dovuto farlo già anni fa”, ha dichiarato Trump.

Kim Jong-un ha replicato assicurando che le nuove misure “rafforzeranno lo spirito nordcoreano”. “Gli sforzi disperati delle forze ostili per bloccare la nostra ascesa rafforzano l’indomabile spirito dei lavoratori nordcoreani e ci porta a realizzare un grande miracolo che stupisce il mondo”, ha dichiarato Kim, citato dai media locali durante una visita a uno stabilimento di veicoli, nel corso della quale il leader di Pyongyang ha guidato uno dei nuovi camion di 5 tonnellate prodotto nell’impianto Sungri di Tokchon, una novantina di chilometri a nord-est della capitale. Dopo l’annuncio di Trump, Lu Kang ha definito da parte sua “complicata e sensibile” la situazione in Corea del Nord, e ha auspicato che tutti possano “alleviare la situazione e fare di più per un ritorno al corretto sentiero dei negoziati, del dialogo e delle consultazioni”. 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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