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Pedofilia, Bagnasco: «Si rispettino le vittime»

BagnascoIl presidente Cei sulla mancanza di obbligo di denuncia per i religiosi.

Le linee guida della Conferenza episcopale sul contrasto alla pedofilia da parte di religiosi hanno scatenato le polemiche. Soprattutto circa la mancanza di «obbligo giuridico di denunciare all’autorità giudiziaria» notizie riguardanti abusi.

Così il presidente della Cei Angelo Bagnasco è tornato sull’argomento e il 29 marzo ha spiegato che non si tratta di «un no alla denuncia ma un’attenzione verso le vittime e risponde a ciò che i genitori ritengono meglio per il bene dei propri figli. Per noi l’obbligo morale è ben più forte dell’obbligo giuridico, e impegna la Chiesa a fare tutto il possibile per le vittime», ha detto a Genova, a margine di un seminario regionale di studio sulla scuola.

RISPETTO DELLE LEGGI NAZIONALI. «Questa questione», ha aggiunto, «rientra in un contesto più ampio in cui il punto fondamentale è la cooperazione con l’autorità giudiziaria. Il Vaticano prescrive di rispettare le leggi nazionali e sappiamo che la legge italiana non riconosce questo dovere» di denuncia, «ma ciò che è più importante è il rispetto delle vittime e dei loro familiari, che non è detto vogliano presentare denuncia, per ragioni personali. Bisogna essere molto attenti affinché noi sacerdoti, noi vescovi non andiamo a mancare gravemente di rispetto alla privacy, alla discrezione alla riservatezza e anche ai drammi di eventuali vittime che non vogliano essere ‘messe in piazza’, brutalmente parlando».

DECIDERE IN BASE AL VOLERE DELLE FAMIGLIE. Bagnasco ha concluso: «Questo è un aspetto su cui dobbiamo riflettere. Noi pastori ci abbiamo pensato molto, e questa ragione ci è parsa importantissima. A seconda di quello che può essere la posizione dei familiari delle vittime si può decidere nei casi concreti».
Nella versione finale delle linee guida della Cei, si legge che i vescovi non sono «pubblici ufficiali» e dunque non sono obbligati a denunciare all’autorità giudiziaria casi di abusi sessuali nei confronti dei minori che sono di loro conoscenza. Si parla solo di un «dovere morale di contribuire al bene comune», quindi non riferito esplicitamente alla denuncia.

IRLANDA, GERMANIA E DANIMARCA PIÙ RADICALI. La collaborazione con l’autorità civile, definita «importante» nel documento della Cei, resta a discrezione dei singoli. I vescovi di altri Paesi, come per esempio Irlanda, Germania, Danimarca hanno invece scelto la strada di una più stretta collaborazione tra autorità ecclesiastiche e civili.

Sabato, 29 Marzo 2014

http://www.lettera43.it/cronaca/pedofilia-bagnasco-si-rispettino-le-vittime_43675125811.htm

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