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PENA ALTERNATIVA

Gli studenti al servizio dei poveriGli alunni dell’Istituto Professionale Alberghiero leccese “Columella” che si sono resi immeritevoli per profitto e condotta saranno impegnati in aiuto nelle mense dei poveri.

Questa la notizia pubblicata sulla cronaca leccese del Nuovo Quotidiano del 21 gennaio, relativamente ad un accordo sottoscritto dal responsabile della scuola, Salvatore Fasano con il responsabile della Caritas, don Attilio Mesagne.

Le finalità canoniche del ‘religioso’ ruotano intorno alla utilità che “la scuola si dimostri disponibile  a radicarsi nel sociale …verso una cultura fondata sul principio della convivenza e della solidarietà”, naturalmente sotto l’esclusiva egida confessionale.
Ma è la giustificazione resa dal dirigente scolastico a far alimentare preoccupazione più che perplessità, perchè la destinazione alla Caritas degli alunni avrà valore di pena alternativa alle sanzioni disciplinari o di credito formativo per i volontari, il tutto ammantato dal “pregio educativo” per promuovere nei ragazzi  “la cultura della responsabilità, della solidarietà e dell’accoglienza”. 

A suggello della simbiosi Alberghiero-Caritas saranno disponibili prodotti e pietanze delle attività agroalimentari degli studenti per le mense della Caritas, di recente private dei finanziamenti europei, anche se ancora finanziate, per quello che si sa, da Comune e Provincia.
Importante infine che verso i poveri si impegnino gli alunni-asini o indisciplinati, soprattutto se per questo “patto formativo” la scuola venga affiancata o surrogata dalla organizzazione cattolica di carità.

Continua cioè la anticostituzionale simbiosi Istituzioni /Chiesa, come ai tempi in cui la cattolica fungeva da religione obbligatoria  e di Stato. 
Siamo infine ad una illuminata “Comunella” fuori-cattedra”, ad  una originale extra-scuola agro-disciplinare tra l’Alberghiero leccese “Columella” e il noto ente confessionale, che si aggiunge ai ricorrenti sconfinamenti durante le ore di lezione per visite pastorali (la prossima, il 28, quella del vescovo al Cesare Battisti) o per  l’avvenuta adorazione, in chiesa, a Scorrano, di alunni  verso i santi martiri di Otranto.
Tutto ciò non può essere sfuggito al Dirigente scolastico regionale il quale è responsabile del mancato rispetto del Principio di Laicità nel distretto da lui amministrato.
 
Giacomo Grippa
Referente di Lecce di Democrazia Atea
www.democrazia-atea.it

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