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Pensioni: Consulta boccia blocco adeguamento per biennio 2012-2013

(AGI) – Roma, 30 apr. – La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma del decreto Salva Italia che prevede il blocco dell’adeguamento delle pensioni superiori a tre volte il minimo Inps maturate nel biennio 2012-13. E’ quanto si legge in una sentenza della Consulta che ha “dichiarato l’illegittimita’ costituzionale dell’art. 24, comma 25, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201”, il cosidetto decreto Salva Italia, varato dal governo Monti.

Il provvedimento stabiliva che “in considerazione della contingente situazione finanziaria”, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, “e’ riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo Inps, nella misura del cento per cento”.

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Per effetto di tale disposizione l’indicizzazione al 100 per cento si aveva solo per pensioni fino a tre volte il trattamento minimo Inps, “mentre le pensioni di importo superiore a tre volte il minimo non ricevono alcuna rivalutazione: il blocco integrale della perequazione opera, quindi, per le pensioni di importo superiore a euro 1.217,00 netti”.

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Secondo la Corte, “l’interesse dei pensionati, in particolar modo di quelli titolari di trattamenti previdenziali modesti, e’ teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio.

Risultano, dunque, intaccati i diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale, fondati su inequivocabili parametri costituzionali: la proporzionalita’ del trattamento di quiescenza, inteso quale retribuzione differita (art. 36, primo comma, Cost.) e l’adeguatezza (art. 38, secondo comma, Cost.). Quest’ultimo – conclude la Consulta – e’ da intendersi quale espressione certa, anche se non esplicita, del principio di solidarieta’ di cui all’art. 2 Cost. e al contempo attuazione del principio di eguaglianza sostanziale di cui all’art. 3 della Costituzione”. Da qui la decisione di considerare incostituzionale la norma. (AGI)

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