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Per cosa ringraziamo nel giorno del Ringraziamento

“Cinquantuno milioni di americani viaggeranno questo weekend – il numero più alto da 12 anni (AAA). Traffico e aeroporti stanno funzionando senza problemi”. Così il presidente Donald Trump commentando le previsione diffuse dalla società di viaggi AAA in vista del lungo fine settimana per la Festa del Ringraziamento. AAA stima che circa 51 milioni di americani viaggeranno per almeno 50 chilometri per celebrare la festività. Trump festeggia oggi il Thanksgiving nel suo resort della Florida.

51 Million American to travel this weekend – highest number in twelve years (AAA). Traffic and airports are running very smoothly! @FoxNews

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 22 novembre 2017

 

Cos’è per gli americani il Thanksgiving

È una delle feste più amate dalle famiglie americane che oggi si troveranno a tavola per rendere grazie e mangiare il popolare tacchino ripieno.

​Il giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day in inglese) è una festa negli Stati Uniti d’America (il quarto giovedì di novembre) e in Canada (il secondo lunedì di ottobre) dedicata alla gratitudine verso Dio per il raccolto e per quanto ricevuto durante l’anno trascorso. Il giorno del ringraziamento è una festa di origine religiosa ma ora considerata secolare, e risale a una celebrazione avvenuta nel 1621 e ripetuta in modo più documentato nel 1623. Quando fu effettuato il raccolto, nel novembre 1623, William Bradford, Governatore della Colonia fondata dai Padri Pellegrini, a Plymouth, nel Massachusetts, emise l’ordine: “Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina… per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni”. 

I Padri Pellegrini

I Padri Pellegrini – leggiamo su Wikipedia –  perseguitati in patria per la loro adesione ad un cristianesimo rigorosamente calvinista, decisero all’inizio del diciassettesimo secolo di abbandonare l’Inghilterra e andare nel Nuovo Mondo, l’attuale America del Nord. Erano 102 pionieri (52 uomini, 18 donne e 32 bambini) imbarcati a bordo della Mayflower, arrivarono sulle coste americane nel 1620, dopo un duro viaggio attraverso l’Oceano Atlantico; durante il viaggio molti si ammalarono e alcuni morirono. Quando arrivarono, con l’inverno ormai alle porte, si trovarono di fronte a un territorio selvatico e inospitale, fino ad allora abitato solo da nativi americani. I Pellegrini avevano portato dall’Inghilterra dei semi di vari prodotti che si coltivavano in patria e li seminarono nella terra dei nuovi territori. Per la natura del terreno e per il clima, la semina non produsse i frutti necessari al sostentamento della popolazione, per cui quasi la metà di loro non sopravvisse al rigido inverno.

Ancora: “Questa situazione rischiava di riproporsi anche l’anno successivo se non fossero intervenuti i nativi americani, che indicarono ai nuovi arrivati quali prodotti coltivare e quali animali allevare, nella fattispecie il granturco e i tacchini. Dopo il duro lavoro degli inizi, i Pellegrini indissero un giorno di ringraziamento a Dio per l’abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del primo raccolto. I coloni invitarono alla festa anche gli indigeni, grazie ai quali avevano potuto superare le iniziali difficoltà di adattamento ai nuovi territori, gettando le basi per un futuro prospero e ricco di ambiziosi traguardi. Nel menù di quel primo Ringraziamento americano ci furono pietanze che divennero tradizione per le feste – in particolare il tacchino e la zucca – insieme con altre carni bianche, carne di  cervo,  ostriche,  molluschi,  pesci, torte di cereali, frutta secca e noccioline“.

Il Ringraziamento è l’ultima festa della famiglia americana, Scrive Quartz, quella che unisce le persone di tutte le religioni alla celebrazione di una storia male incollata. Come altre festività nazionali statunitensi, viene celebrata con manifestazioni di patriottismo, ma è anche una giornata da trascorrere in famiglia.

Trump ha graziato i tacchini

Tenendo fede ad una tradizione inaugurata da George Bush padre nel 1989, Donald Trump ha graziato ieri nel Rose Garden della Casa Bianca i suoi primi due tacchini, sottraendoli così al destino di altri 46 milioni che giovedì 23 finiranno arrostiti per la festa di Thanksgiving. I due pennuti saranno – scrive iI Sole 24 Ore – invece trasferiti in una fattoria della Virginia, la Virginia Tech’s Gobbler’s Rest, dove li attendono i loro predecessori “pardoned” nel 2016 da Barack Obama, Tater e Tot. Il tycoon ha scherzato sulla sua inclinazione a revocare le decisioni dell’ex presidente: “Sono stato informato dall’ufficio legale della Casa Bianca che la grazia a Tater e Tot non può essere revocata”. A vincere l’atto di clemenza è stato un tacchino di nome Drumstick, ma anche il suo rivale, Wishbone, alla fine è stato risparmiato.

Il presidente era accompagnato dalla moglie Melania e dal figlio Barron, quest’ultimo apparso un po’ troppo serio dato il clima scherzoso dell’evento, e da altri membri della famiglia. La cerimonia è stata anticipata ad oggi, come l’arrivo del tradizionale albero di Natale al 1600 Pennsylvania Avenue, perchè i Trump sono in partenza per la Florida, a Mar-a-Lago, la Casa Bianca d’inverno, per celebrare la festa del Ringraziamento. 

A tavola

Il tacchino, racconta Focus, che in ogni famiglia viene cucinato secondo la propriaricetta “segreta”, è accompagnato da salsa gravy, puré di patate, patate dolci, salsa di mirtilli, verdure e torta di zucca. La storia dei tacchini risale al popolo degli Aztechi, nelle Americhe appena conquistate, che li offrirono in dono agli spagnoli che li importarono in Europa. In breve tempo la sua presenza divenne così consueta da far dimenticare a tutti la sua provenienza. Ironicamente, l’americanissimo tacchino è stato poi “reimportato” più di un secolo dopo sulle coste del Massachusetts dai Padri Pellegrini del Mayflower che hanno dato inizio al suo consumo intensivo.

Per i nativi americani un giorno di lutto

Una tradizione inaugurata dai colonizzatori padri pellegrini, il Thanksgiving, quindi non particolarmente apprezzata dai nativi americani e dalle minoranze. E la polemica, puntuale, è arrivata anche quest’anno. Per i nativi – spiega Newsweek – è un ricordo costante della morte dei loro antenati, una celebrazione “costruita su una bugia”. Qualcuno oppone alla festa ufficiale gli alternativi “Giorno del lutto” e “Giorno del non-ringraziamento”. L’attore nativo americano Michael Horse, uno dei protagonisti della serie Twin Peaks, spiega al magazine che “si tratta di riflettere, di ricordare e celebrare il fatto che siamo ancora qui e che la nostra cultura è sopravvissuta”. L’attore parteciperà oggi ad una cerimonia tradizionale sull’isola californiana di Alcatraz. “È un modo meraviglioso per le popolazioni native di contro-celebrare la giornata”.

Ad oggi sono oltre cinque i milioni di nativi che vivono negli Stati Uniti, annota Newsweek. Secondo uno studio pubblicato nel 2015 da Roxanne Dunbar-Ortiz, le popolazioni indigene furono decimate del 90% durante la colonizzazione delle Americhe: da 100 milioni a 10. Una tragedia nazionale che continua ad avere effetti devastanti dal momento che i nativi subiscono pesanti discriminazioni e fanno i conti con disparità economica, aspettativa di vita più bassa della media, istruzione inadeguata ed ovviamente povertà.

 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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