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Per costruire il Moma d'Africa ci sono voluti solo 5 anni 

Ora anche l’Africa ha il suo Moma, o il suo Guggenheim Museum, se preferite.  A Città del Capo ha aperto le porte al pubblico lo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Mocaa), il primo grande museo interamente dedicato all’arte contemporanea africana. 

Dopo soli cinque anni di gestazione, vede la luce la più grande collezione di dipinti, fotografie e installazioni video a firma dei massimi artisti africani attivi sul continente e quelli della diaspora, che vivono e lavorano all’estero. In tutto 9.500 metri quadri di gallerie espositive, di cui 6.500 destinati a mostre temporanee, raggiungibili da una grande e luminosa aula centrale sovrastata da un soffitto di vetro.

Un vero e proprio viaggio alla scoperta della vastissima e variegata creatività africana: un panorama in grande fermento che desta sempre maggiore curiosità e interesse tra collezionisti. 

Lo Zeitz Mocaa sorge nel Victoria & Alfred Waterfront, cuore storico del porto di Città del Capo. L’immenso spazio espositivo è un vecchio silos per la conservazione del grano, ristrutturato senza alterare la struttura originaria. Il progetto è stato firmato dall’Heatherwick Studio di Londra e metà dei costi di ristrutturazione, in tutto 38 milioni di dollari, sono stati sostenuti dal governo sudafricano.

L’intero progetto nasce da un’idea di Jochen Zeitz, tedesco di 54 anni, ex Ceo di Puma, parte del gruppo Kering, colosso del lusso che detiene il marchio Gucci. Zeitz si presenta come un “facilitatore” che con la sua collezione propone un “punto di partenza”, animato dalla volontà di creare “un luogo di dialogo destinato a rappresentare diversità e pluralismo”.

Direttore esecutivo e capo curatore dello Zeitz Mocaa è Mark Coetzee, originario di Città del Capo. Prima di aver aiutato Zeitz nel costituire la propria collezione, Coetzee è stato direttore della Rubell Family Collection di Miami. “Il museo vuole essere aperto a tutti e sappiamo bene che fissare un costo di accesso vuol dire escludere molte persone cui il museo è dedicato. Abbiamo previsto giornate in cui l’entrata sarà libera e contiamo di rendere al più presto l’accesso completamente gratuito”, dichiara il direttore dello Zeitz Mocaa.

La stessa apertura è rivolta ai talenti emergenti che potranno proporre le proprie opere alla direzione artistica. In questa fase inaugurale sono esposti autori già riconosciuti: quelli della collezione costituita dallo stesso Jochen Zeitz. In tutto 41 artisti, originari da Sudafrica, Zimbabwe, Kenya, Ghana, Togo, Repubblica democratica del Congo, Angola, Benin, Tunisia, Swaziland, Nigeria, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti. Interamente acquistato dallo Zeitz Mocaa il Padiglione dell’Angola, vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 2013, la prima volta per un paese africano. Nel tempio dell’arte contemporanea africana, largo ai giovani. Tra le mostre inaugurali le retrospettive di Kudzanai Chiurai, nato nel 1981 in Zimbabwe, e Nandipha Mntambo, classe 1982, dello Swaziland oltre alla personale di Edson Chagas (1977), intitolata “Luanda, encyclopedic city”. 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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