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Per frenare i populismi l’Ue ha anche bisogno di un nuovo look? 

Con l’avanzata dei partiti politici populisti e le negoziazioni in corso per l’uscita della Gran Bretagna dal blocco, l’Unione europea ha bisogno di un ritocco al brand. Ne sono convinti un fotografo tedesco, Wolfgang Tillmans, e un architetto olandese, Rem Koolhaas, secondo cui per combattere gli attacchi alla sua unità, Bruxelles deve ripensare la propria immagine pubblica e le strategie di comunicazione. A questo proposito, i due artisti hanno incoraggiato i creativi da tutto il mondo a proporre nuove idee. Lo scopo è quello di trasformare l’Ue agli occhi dei suoi cittadini da “burocrate senza volto” a “garante del bene comune”. Dal lancio del programma, lo scorso marzo, sono arrivate 400 proposte da 43 Paesi.

Ecco alcune idee:

  •  uno stilista tedesco ha disegnato una giacca unisex che funge da biglietto per il trasporto pubblico in tutti i 28 stati membri.
  •  una compagnia di ballerini provenienti da Albania, Francia e Italia ha proposto di girare video danze popolari nei siti storici europei sfruttando la realtà aumentata.
  •  un musicista ungherese ha proposto un nuovo inno.
  • decine di artisti hanno inviato bozzetti di nuove bandiere dell’Unione europea e progetti per banconote e monete in euro. 
  • Diverse proposte hanno suggerito a Bruxelles di rivedere il suo senso dell’umorismo

I 30 migliori progetti saranno presentati da giovedì all’Eurolab, un evento della durata di 4 giorni organizzato da Tillmans, Koolhaas e dallo storico dell’architettura Stephan Petermann e inserito nella cornice  del Forum sulla cultura europea che si terrà ad Amsterdam.

Qual è il vero scopo

L’obiettivo della proposta – spiega Tillerman – “non è quella di condensare i lati positivi dell’Europa unita in un simbolo, una canzone o un gesto felice “. Bensì quello di “arrivare a una comprensione più profonda del perché di questa disinformazione nei confronti dell’Ue e di come contrastare il nazionalismo”. Tillmans considera se stesso un prodotto di una “esperienza paneuropea”: cresciuto nella Germania occidentale, si è trasferito in Inghilterra negli anni ’80 e ha trascorso gran parte della sua vita da adulto tra Londra e Berlino.  il suo passaporto dell’Unione europea bordeaux gli conferisce il diritto di vivere e lavorare in qualsiasi paese membro. Ed è quello che fa.

“Devo difendere ciò che ho auto modo di apprezzare”

Quando ha visto “l’arrivo delle ondate nazionaliste”, Tillerman si è allarmato: “Mi sono reso conto che c’è urgenza di difendere ciò che ho apprezzato e ciò per cui le altre generazioni hanno lottato. E’ un mio dovere di cittadino “. Dello stesso parere è anche Koolhaas che – ha affermato –  avendo vissuto da vicino la nascita dell’Unione Europea, conosce bene “la differenza tra l’essere parte di una singola nazione e l’essere parte di qualcosa di più grande”. “Chiunque non abbia vissuto questa trasformazione in modo quasi fisico ha difficoltà a entusiasmarsi”, ha detto in un’intervista al New York Times dal suo ufficio di Amsterdam. Del resto “come fai a entusiasmarti per un dato?”. L’intento di Koolhaas è quello “trovare un linguaggio cristallino per parlare dell’Europa e darle una narrazione più coerente” di problema persistente della difficoltà di comunicare sull’Europa”, ha aggiunto.

Basta con la comunicazione sterile

Il dipartimento comunicazione dell’Unione europea ha principalmente il compito di informare gli stati membri e i giornalisti sulla legislazione e le iniziative politiche. Recentemente ha introdotto una campagna chiamata “E.U. e Me” per aiutare i giovani europei a scoprire come beneficiano del sindacato.

Il salto potrebbe arrivare con Eurolab, auspicano gli organizzatori. In particolare Koolhas ha spiegato che il progetto “non si concluderà con una sola proposta vincente, ma piuttosto con una serie di idee che potrebbero essere messe in gioco”. “È una grande sfida”, ha detto.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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