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Per la nuove sede dell'Agenzia del farmaco è una finale Milano-Bratislava

È atteso per il tardo pomeriggio di lunedì 20 novembre il verdetto sulla futura destinazione dell’Agenzia europea per i medicamenti, che deve lasciare Londra a causa della Brexit; Milano è una delle città considerate favorite per ospitarne la sede. La decisione sarà presa a Bruxelles dai 27 ministri degli Affari europei a margine del Consiglio Affari generali, in cui l’Italia è rappresentata dal sottosegretario Sandro Gozi. La procedura di voto è complessa e comincerà subito dopo pranzo: prevede fino a tre turni di voto consecutivi, con eliminazione successiva dei meno votati. Si sceglierà prima la sede di EMA, fra 19 candidature, quindi quella dell’Autorità bancaria europea (EBA), la seconda agenzia che deve lasciare Londra, per cui si sono candidate 8 città. Lo Stato vincitore, se candidato anche per EBA, verrà automaticamente escluso. Potrà comunque votare per la scelta della sede di EBA.

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Ho messo a disposizione il #Pirellone per ospitare #EMA: è la sede più idonea e prestigiosa #iocicredo pic.twitter.com/navvxOUjRP

— Roberto Maroni (@RobertoMaroni_) 18 novembre 2017

 

Come funziona il meccanismo di voto

Al primo turno, ogni Stato ha a disposizione 6 voti: 3 per la sede preferita, 2 per la seconda scelta e 1 per la terza scelta. Se un’offerta riceve 3 punti da 14 Stati, viene automaticamente scelta. Se questo non succede, passano al turno successive le 3 offerte più votate (o più di 3 se ci sono parità di punteggi). Al secondo turno, ogni Stato ha 1 voto. Se un’offerta riceve 14 o più voti ha vinto. Se no, passano al ballottaggio le 2 più votate (o più in caso di pareggio). Al terzo turno, ogni Stato Membro ha 1 voto. Chi ha più voti vince. In caso di pareggio, ci sarà un sorteggio effettuato dalla presidenza estone del Consiglio Ue.

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Milano è in corsa per l’assegnazione dell’Ema dopo la Brexit https://t.co/KCahvLC3TQ

— Wired Italia (@wireditalia) 19 novembre 2017

 

La decisione verrà poi adottata a margine del Consiglio e la Commissione predisporra’ immediatamente le modifiche legislative necessarie per decidere lo spostamento della sede delle due Agenzie. Al di là della complessità del meccanismo, sono in gioco le rispettive capacità di creare alleanze in seno al Consiglio, risultate dai negoziati delle scorse settimane, ma esiste anche la possibilità che durante i diversi turni emergano come vittoriose candidature finora considerate sfavorite. È dunque difficile fare previsioni, e i continui cambiamenti di probabilità mostrati negli ultimi giorni dagli scommettitori inglesi, che hanno una lunga esperienza di concorsi di questo tipo, confermano l’incertezza dell’esito finale.

Perché Bratislava è la concorrente con più credenziali

Milano per l’Ema e Francoforte per l’Eba sono quindi favorite, ma tallonate da vicino da concorrenti valide e agguerrite. Le altre 18 città europee che aspirano ad ospitare l’Agenzia dei medicinali e i suoi 900 dipendenti, con famiglie al seguito, sono Amsterdam, Atene, Barcellona, Bonn, Bratislava, Bucarest, Copenaghen, Dublino, Helsinki, Lilla, Porto, Sofia, Stoccolma, Malta, Vienna, Varsavia e Zagabria. Le candidate ad ospitare l’altra agenzia in trasferimento da Londra, la bancaria Eba, sono invece Bruxelles, Dublino, Francoforte, Parigi, Praga, Lussemburgo, Vienna e Varsavia. A fine settembre, la Commissione ha pubblicato una sua valutazione tecnica, basata su sei criteri a partire dall’immediata operatività dai servizi offerti allo staff. Milano è stata considerata fra le città che meglio li rispettano assieme a una rosa di cui fanno parte anche Amsterdam, Copenaghen, Stoccolma, Vienna e Barcellona, che però è stata messa fuori gioco dalla crisi catalana.

Ema, sfida all’ultimo voto: Bratislava favorita dai bookmaker ma Milano punta al recupero finale https://t.co/CiFDs1qtzX

— Repubblica Milano (@rep_milano) 19 novembre 2017

 

Ma se nella partita prevarranno valutazioni meno tecniche e più politiche, allora la più forte concorrenza al capoluogo lombardo è quella della capitale slovacca, Bratislava, che accontenterebbe la richiesta da parte dei paesi dell’est di contare di più anche in termini di sedi istituzionali. Gli argomenti a favore di Milano partono dalla garanzia sul buon funzionamento dell’agenzia a partire, come dice Gozi, dal lunedì mattina dopo che il precedente venerdì l’ultimo dipendente avrà chiuso il suo ufficio di Londra, “nell’interesse del mercato unico e della salute dei cittadini”. Ma sui negoziati fra paesi peserà anche la prossima decisione da prendere a 19 sulla successione a Jeroen Dijsselbloem come presidente dell’Eurogruppo, prevista per il 4 dicembre. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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